Xylella, Coldiretti Puglia: “Mandorli resilienti al batterio”

Resistono alla xylella fastidiosa, i mandorli che al contrario degli ulivi secchi da eradicare, crescono rigogliosi. Ad annunciarlo è Coldiretti Puglia che evidenzia “l’importanza di diversificare le colture per non condannare le province di Lecce, Brindisi e Taranto a una monocoltura, con il rischio che un organismo alieno azzeri il patrimonio produttivo del territorio, come già avvenuto con la Xylella che ha compromesso il 40% del patrimonio olivicolo della regione Puglia”.

L’associazione degli agricoltori pugliesi chiede quindi una stretta sulla deroga UE, sollecitando una decisione dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia alla luce delle evidenze scientifiche già documentate. “E’ indispensabile liberalizzare i reimpianti con l’adeguata diversificazione colturale per una ricostruzione efficace dal punto di vista economico e paesaggistico. L’Osservatorio Fitosanitario regionale ha la facoltà – insiste il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – di derogare al divieto di impianto delle piante ospiti della Xylella Fastidiosa nell’area dichiarata infetta. La ricerca ha dimostrato che altre varietà hanno caratteri di resistenza non dissimili da quelle delle varietà di olivo resistenti”. Le indagini diagnostiche sulle piante delle varietà di ciliegio dolce e mandorlo selezionate hanno dimostrato – rileva Coldiretti Puglia – che la presenza del batterio risulta in media inferiore all’11%. Questo dato confrontato con quanto ottenuto nelle tesi con piante di olivo, con la media di piante infette del 74,43%, indica una percentuale significativamente più bassa di infezione di mandorlo e ciliegio. “Abbiamo chiesto, tra l’altro, su chiara indicazione degli agricoltori del Leccese – aggiunge il presidente di Coldiretti Lecce Gianni Cantele – di inserire nell’elenco delle colture arboree da frutto, oltre ad agrumi e prunus, anche avocado, mango, papaia, more, mirtilli e lamponi, oltre alle specie boschive, anche da reddito, al fine di prevedere degli interventi di carattere forestale, paesaggistico-ambientale, per le aree più marginali che già in passato erano associate a bosco o macchia mediterranea”.

Tutto ciò per permettere il ripristino e la nuova creazione di riforestazione al servizio degli operatori e dell’indotto turistico sull’area infetta da Xylella che in Puglia ha colpito 8mila chilometri quadrati di territorio.