Feasr 2021-2022, Puglia e Basilicata in Conferenza Regioni contro le nuove proposte di riparto fondi

Gli assessori all’agricoltura delle regioni meridionali, con in testa Puglia e Basilicata formalizzano in un documento portato sul tavolo della Conferenza delle Regioni “la netta contrarietà” ad una riduzione delle risorse Feasr per questo biennio, che sarebbe conseguente ad una diversa parametrazione, proposta dai territori del nord. 

Si è svolta in mattinata, come di consueto ormai in questi tempi difficili in modalità telematica, una riunione della Conferenza delle Regioni. L’incontro è servito per preparare sia la Conferenza Unificata che la Stato Regioni, convocate nel pomeriggio rispettivamente alle 15.00 e alle 15.15 dal ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia.

Due tra i temi più caldi iscritti all’ordine del giorno riguardano la proposta di nuovi criteri di riparto dei fondi Feasr 2021-2022 e le problematiche relative all’assistenza sanitaria per le studentesse e gli studenti universitari fuori sede.

Sul primo punto in particolare, ovvero la nuova ipotesi di riparto delle risorse finanziarie per il prolungamento del PSR 2021/2022, la Puglia e la Basilicata sono pronte a dare battaglia insieme alle regioni Umbria, Campania, Calabria e Sicilia.

Queste regioni hanno infatti presentato un documento di dettaglio nel quale sono argomentate le ragioni che inducono a confermare, anche per questo prolungamento della programmazione 2014/2020, il riparto delle risorse in base ai criteri storici e non solo su freddi parametri economici quantitativi come vorrebbe la proposta, avanzata da un nutrito drappello di regioni del centro-nord, che secondo le regioni meridionali firmatarie del documento “stravolge completamente i principi regolamentari dello Sviluppo Rurale basati sul riequilibrio delle aree in ritardo di sviluppo”.

L’assessore lucano all’agricoltura, Francesco Fanelli prima degli incontri odierni ha definito “Strumentale il tentativo di alcune regioni di stravolgere proprio quei criteri che mirano al riequilibrio e alla coesione tra territori e che hanno permesso all’Italia di ottenere dall’Unione Europea una assegnazione aggiuntiva di 430 milioni di euro”.