Ristoratore malato di Sla a Decaro, ‘portami in Toscana a morire’

L’appello di Pasquale ‘Tuccino’. Il governatore, ‘tempi maturi per confronto su fine vita’

“Io, Pasquale Centrone, nomino il governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro, mio esecutore testamentario per il suicidio assistito, il fine vita”. Comincia così il messaggio affidato ai social, e riportato dal Corriere del Mezzogiorno, da Pasquale ‘Tuccino’ Centrone, noto ristoratore di Polignano a Mare (Bari), da tempo affetto da Sla. Il 63enne chiede espressamente al governatore di portarlo “in Toscana, dove è possibile seguire il fine vita”. Non è solo un appello, quello lanciato dall’uomo, ma anche una denuncia: “Perché non riuscite a dare a me e a quelli come me, pazienti fragili di terzo livello, un’assistenza domiciliare duratura e dignitosa?”, chiede.
Il nodo è anche l’assenza di una legge sul fine vita in Puglia, a differenza di quanto accade in Toscana, Sardegna ed Emilia Romagna dove esistono norme che disciplinano procedure e tempi per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito, basate su quanto disposto dalla sentenza n. 242 della Corte Costituzionale nella quale i giudici hanno anche richiamato il Parlamento a legiferare in materia.
Da parte sua, Decaro di dice “certo che il Consiglio regionale pugliese non si sottrarrà a una discussione franca sul tema del fine vita”. Decaro ricorda che “in Consiglio è stato depositato un testo di legge che, da sindaco della Città metropolitana insieme ai consiglieri metropolitani abbiamo votato come proposta normativa sulla scia della sentenza della Corte Costituzionale del 2019”. “Credo – conclude – che siano maturi i tempi per avviare un confronto e per cercare di fare sintesi tra le legittime aspirazioni di ciascuno”.