Report Gimbe: in Puglia l’8,4% dei cittadini rinuncia alle cure

In Puglia l’8,4% dei cittadini rinuncia alle cure, è quanto emerge dal Report dell’Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata in Italia nel 2023

La spesa sanitaria a carico delle famiglie italiane nel 2023 ha superato i 40 miliardi di euro, registrando un aumento del 26,8% tra il 2012 e il 2022. Tuttavia, quasi il 40% di questa cifra viene destinato a servizi e prestazioni che risultano inutili, senza rispondere a reali bisogni di salute. È quanto emerge dal Report dell’Osservatorio Gimbe sulla spesa sanitaria privata in Italia nel 2023, commissionato dall’Osservatorio Nazionale Welfare & Salute e presentato al Cnel. Lo studio ha evidenziato l’aumento del peso economico sulle famiglie, la rinuncia alle cure e le difficoltà nell’accesso al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), spesso dovute alle lunghe liste d’attesa.

In particolare, in Puglia nel 2023 l’8,4% dei cittadini ha rinunciato alle cure contro una media nazionale del 7,6%. Nella regionale la spesa sanitaria pro-capite è pari a 499 euro, contro una media Italia di 730 euro. In generale – viene evidenziato – le Regioni con migliori performance nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) registrano una spesa pro-capite superiore alla media nazionale, mentre quelle del Mezzogiorno e/o in Piano di rientro si collocano al di sotto.

Questo dato conferma sia che il livello di reddito è una determinante fondamentale della spesa out-of pocket, sia che il valore della spesa delle famiglie – al netto del sommerso – non è un parametro affidabile per stimare le mancate tutele pubbliche, perché condizionato dalla capacità di spesa individuale. “Questi valori – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – riflettono tre fenomeni chiave: il sottofinanziamento pubblico, l’ipotrofia del sistema di intermediazione e il crescente carico economico sulle famiglie. Siamo molto lontani dalla soglia suggerita dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità: per garantire equità e accessibilità alle cure, la spesa out-of-pocket non dovrebbe superare il 15% della spesa sanitaria totale”.