Consiglio regionale della Basilicata approva risoluzione su strutture private accreditate

Il documento stabilisce nuove regole per la remunerazione e la programmazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale nelle strutture private accreditate

Il Consiglio regionale della Basilicata ha dato il via libera alla risoluzione riguardante l’attuabilità dell’art. 10 della Legge di stabilità regionale 2023, n. 11. L’atto impegna la Giunta regionale a autorizzare le Aziende sanitarie di Potenza e Matera a remunerare i soggetti privati accreditati e contrattualizzati per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, in conformità con il Piano nazionale di Governo delle liste di attesa (PNGLA).

Il documento, oltre a specificare nuovi parametri per la remunerazione dei servizi sanitari erogati da strutture private, si concentra anche sull’incremento dei tetti di spesa e sull’utilizzo di risorse aggiuntive per l’esercizio 2023. Queste misure sono previste per fronteggiare le crescenti liste di attesa, aggravate dal contesto pandemico, e per supportare le strutture private che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’assistenza territoriale.

Nella premessa del documento, viene sottolineato che la normativa si è resa necessaria per gestire gli effetti dello stress sul sistema sanitario causato dalla pandemia di Covid-19. Vengono inoltre sollevati dubbi sulla costituzionalità di alcune parti del documento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre il Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie ha richiesto l’abrogazione dell’intero articolo 10.

La risoluzione si prefigge di risolvere la situazione di crisi economica dovuta al mancato pagamento per prestazioni extra budget fornite nel 2022 e di pianificare razionalmente l’impiego di risorse per il 2023. La norma punta, inoltre, a una programmazione dell’assistenza più vicina alle effettive necessità dei cittadini.

Sulla questione hanno preso la parola i consiglieri Cifarelli, Sileo, Quarto, Perrino, Braia, esprimendo le loro posizioni e contribuendo al dibattito politico sulla gestione delle risorse in ambito sanitario.