Basilicata, stop al referendum sui “minivitalizi” dei consiglieri regionali
Il Comitato promotore contesta la decisione della Consulta statutaria e annuncia un possibile ricorso
La Consulta statutaria ha dichiarato inammissibile il nuovo quesito referendario sui minivitalizi dei consiglieri regionali della Basilicata. Il Comitato promotore parla di una decisione “incomprensibile” e sostiene che il Consiglio regionale abbia “sospeso la democrazia lucana”.
In una nota , i promotori affermano che, sul piano politico, la decisione della Consulta confermerebbe le loro posizioni. Contestano inoltre il richiamo alle sentenze della Corte costituzionale, sostenendo che queste non rendano intangibili i minivitalizi, ma consentano anche interventi di riduzione dei vitalizi.
Secondo il Comitato, la stessa Consulta avrebbe evidenziato la possibilità di ricorrere a un diverso strumento referendario previsto dallo Statuto regionale ma mai attuato dal Consiglio regionale. Per i promotori, questo rappresenterebbe la conferma delle criticità più volte denunciate.
Nella nota il Comitato chiede inoltre al Consiglio regionale di modificare la disciplina dei minivitalizi, eliminando la quota a carico della collettività, adeguando l’età di accesso al trattamento a quella prevista per gli altri cittadini e adottando un metodo di calcolo che, a loro avviso, non preveda trattamenti di favore.
Infine, i promotori annunciano di riservarsi la possibilità di presentare ricorso contro la decisione della Consulta statutaria, precisando di non voler mettere in discussione il ruolo dell’organo di garanzia ma di ritenere necessario evitare che si consolidi quello che definiscono “un precedente bislacco e incomprensibile”.

