La spending review di Decaro, insorge il centrodestra

Non si possono chiedere sacrifici ai pugliesi come l’aumento dell’Irpef per ripianare il buco della sanità, senza che la politica dia per prima l’esempio tagliando le spese superflue e dare un imprinting tutto nuovo alla macchina amministrativa. Non proprio una novità perché non più tardi del 15 giugno scorso era stata una direttiva del capo di gabinetto Davide Pellegrino ad introdurre nuove regole e divieti tassativi su flussi di cassa per agenzie ed enti regionali. Le regole sono le stesse, ma questa volta il nuovo corso dei tagli il presidente della giunta lo annuncia direttamente su suo profilo social in cui spiega ai cittadini di aver dato mandato ad un gruppo di lavoro di passare al setaccio tutte le spese regionali e di aver bloccato le carte di credito dei dirigenti a favore di un uso trasparente e tracciabile dei soldi pubblici.

Altro stop arriva alla mensa di lusso del consiglio regionale la cui spesa viene congelata perché ritenuta eccessiva.

Decisioni ed indirizzo quello di Antonio Decaro che hanno fatto fare un balzo al centrodestra. I tagli vanno bene, benissimo – dicono – li chiediamo da anni anche noi e per tutto il tempo siamo rimasti inascoltati. Ma oggi la domanda è, dove era Decaro quando denunciavamo la mala gestio?