Policoro e il mare come progetto

Una candidatura, quella a Capitale italiana del mare 2026, che trasforma la costa ionica in laboratorio di sviluppo sostenibile. I dettagli del dossier sono stati presentati nel corso di un incontro pubblico

C’è una parola che attraversa in filigrana la candidatura di Policoro a Capitale italiana del mare 2026: responsabilità. Responsabilità verso il proprio territorio, verso il Mediterraneo e verso un’idea di sviluppo che non separa crescita, tutela ambientale e coesione sociale. Policoro, approdo del futuro non è solo il titolo del dossier di candidatura, ma una visione che propone il mare come infrastruttura strategica, culturale ed economica, capace di orientare politiche pubbliche durature.
I dettagli di questa candidatura sono stati illustrati venerdì pomeriggio nel corso di un incontro pubblico in sala consiliare.

Il progetto proposto non si limita a un calendario di manifestazioni, ma delinea una strategia di medio-lungo periodo. Dodici linee di azione, distribuite sui dodici mesi, affrontano in modo unitario temi centrali per il futuro delle aree costiere e anche le priorità del dossier di candidatura: economia marittima sostenibile, formazione e innovazione, tutela della biodiversità, valorizzazione culturale del mare, sport e inclusione sociale.

In questa visione, Policoro si propone come laboratorio costiero nazionale e mediterraneo, capace di coniugare ricerca scientifica, imprenditoria, turismo responsabile e partecipazione delle comunità.

Questa prospettiva si traduce nella volontà di fare del mare un luogo di educazione civica e culturale, rafforzando la consapevolezza collettiva del suo valore come bene comune. La tutela degli ecosistemi costieri e marini, la diffusione della conoscenza scientifica e la promozione di pratiche inclusive diventano parte integrante di una nuova idea di cittadinanza marina.

Un elemento distintivo della candidatura è anche la forte dimensione simbolica attribuita al Mediterraneo. In un contesto segnato da conflitti, disuguaglianze e pressioni ambientali crescenti, Policoro rivendica il mare come spazio di relazione, dialogo e cooperazione tra i popoli. Non un confine, ma un ambiente generativo di civiltà, conoscenze e scambi, in continuità con la lunga tradizione mediterranea.

La forza della candidatura di Policoro risiede nella sua capacità di proporsi non come iniziativa episodica, ma come processo collettivo e strutturale. Il conferimento del titolo di Capitale italiana del mare viene inteso come moltiplicatore di impatti, in grado di rafforzare la visibilità nazionale e internazionale del territorio e, soprattutto, di lasciare un’eredità duratura.

Policoro non ambisce a rappresentare in questa direzione un modello astratto, ma a offrire un’esperienza concreta di sviluppo costiero sostenibile, radicata nella storia e nelle fragilità del territorio, ma orientata al futuro. In questo senso, la candidatura si presenta come una proposta di metodo oltre che di merito: un invito a ripensare il rapporto tra città e mare come asse strategico per le politiche pubbliche del Paese.