Ambiente, petrolio e sviluppo. Incontro a Potenza.


Still1112_00001POTENZA – Due rette si dicono parallele su di un piano quando non hanno nessun punto in comune o, detto in altri termini, quando non si intersecano mai. Una definizione geometrica che ciascuno di noi ricorderà e che, in maniera più che banale, ci aiuta a fotografare plasticamente la contrapposizione di vedute tra Legambiente e Nomisma Energia sul tema petrolio.

Questo pomeriggio infatti a Potenza presso l’Università si è tenuto un incontro dal titolo “Ambiente, petrolio e sviluppo” al quale sono intervenuti Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia, Aldo Berlinguer, assessore regionale all’ambiente e la rettrice dell’ateneo lucano, Aurelia Sole. Evidente, e non solo per la posizione dei relatori (alle estremità del tavolo), la divergenza di opinione sulle estrazioni petrolifere tra Zanchini e Tabarelli. Secondo Zanchini, il futuro dovrà essere libero dalla dipendenza dal fossile. “No a nuovi pozzi” ha detto Zanchini a favore di un migliore utilizzo dei territori e delle sue vocazioni.

“Le risorse petrolifere – ha detto dal suo canto il presidente di Nomisma, Tabarelli – non sono della Basilicata ma dell’Italia”. “Togliere i limiti – ha aggiunto –  alla produzione a Viggiano e alle esplorazioni”. “Metto l’ambiente al primo posto – ha detto infine Aldo Berlinguer – prima per delega poi per convinzione. Le estrazioni ci sono ma dobbiamo trovare forme più stringenti di controllo”. E parlando di sviluppo,  Berlinguer ha anche illustrato la sua proposta su una fiscalità speciale in Basilicata, che si concretizzerebbe con l’eliminazione delle accise energetiche. Un dibattito dunque sul tema petrolio quello di oggi, che ha visto due mondi contrapporsi, restando su “quel piano” – come detto in apertura – due rette, per definizione, parallele.