Totoministri Draghi, Decaro tra i papabili. Ma c’è la questione dell’incompatibilità

I sindaci italiani candidano il loro presidente a un ministero delle autonomie locali

A candidarlo sono proprio i suoi “associati”, che in questo caso hanno un peso politico decisamente rilevante perché si tratta dei sindaci. A lanciare la provocazione è il primo cittadino di Brescia Emilio Del Bono, che dalle colonne dei quotidiani della sua città ha proposto il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro come possibile ministro per le Autonomie locali nella costituenda squadra di governo di Mario Draghi, anche in ottica pugliese in vista di una molto probabile sostituzione, oltre al premier Conte, anche dei ministri Boccia e Bellanova, con quest’ultima che si era già dimessa a prescindere. Draghi per la verità sta ancora cercando di testare quali forze politiche hanno intenzione di appoggiare un suo esecutivo, e quale natura dovrà avere nell’equilibrio tra figure tecniche e personaggi provenienti dai partiti, e che dovrà lavorare di grande diplomazia per mediare tra le mille istanze che in questo momento ha sul tavolo. Certo è che l’ipotesi di Decaro ministro, che curiosamente replica una possibilità che già si era presentata ai tempi del governo Renzi qualche anno fa, sarebbe difficilmente praticabile dal momento che l’incompatibilità tra la carica di sindaco e presidente Anci e quella di Ministro costringerebbe Decaro a rassegnare le dimissioni, e questo sembra francamente improbabile dal momento che il suo mandato non ha scadenza a breve, e condannare a nuove elezioni una delle principali città d’Italia e l’associazione dei sindaci in questa fase di difficile gestione della pandemia non sarebbe nelle corde di Decaro né tantomeno auspicabile da parte della collettività.