Luongo alla guida del Pd: “il destino di Marcello è il destino del Pd”

foto“Bisogna dare il senso che una stagione dei distinguo e delle ambiguità sia definitivamente conclusa”. Questo uno dei primi commenti di Antonio Luongo eletto ieri con 54 voti Segretario del Partito Democratico. Perchè ha sostenuto Luongo “Il destino di Marcello è il destino del Pd”.

E a quanti pensano che la sua elezione sia anacronistica e contro il vento del rinnovamento il segretario ha detto “Non ricordatemi che il mio tempo è finito. Lo so. Spero di essere utile al vostro tempo”.

L’incoronazione di Luongo è arrivata ieri in un clima di serenità, come riconosciuto “dall’altro re”, Braia, che pur dichiarando il non voto dei suoi 43, ha annunciato lealtà, rispetto e disponibilità al neo segretario.

Ma il tentativo di trovare una terza via pure c’è stato. Braia infatti, in apertura dell’assemblea, aveva proposto la convergenza su Paradiso che, invece, non si è smosso dalla sua posizione precedente, aggiungendo che il “segretario non è un obiettivo ma un mezzo”. E in tema di obiettivi si è espresso anche il presidente Pittella, che appariva ieri disteso rispetto all’imminente passaggio di testimone della segreteria, dicendo che il “primo risultato da incamerare sarà quello di ricreare il clima di entusiasmo”. “Si dovrà lavorare – ha detto Pittella – perché le posizioni diverse non vengano vissute con sospetto.”

Insomma “Tutto è compiuto” si potrebbe dire, dopo confronti durati mesi. Il Pd ha la sua nuova guida che dovrà mettere in campo pazienza e una raffinata arte per ricompattare il partito e intessere una relazione di accompagnamento al governo regionale. Ma se quest’atto si è consumato, oggi ci si chiede già cosa ne sarà della giunta.