La scomparsa di Lizzani: Matera con lui la prima volta sul grande schermo

Carlo LizzaniCorreva l’anno 1949, “Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato” titolava questo documentario realizzato in occasione dell’assise per la rinascita del Mezzogiorno e, dietro la macchina da presa, muoveva i primi passi da regista Carlo Lizzani, nei decenni successivi autore di pellicole capaci imprimere un marchio notevole nel cinema italiano, eterogenee ma mai banali, se si pensa ad antipodi con “Cronache di poveri amanti” o “Banditi a Milano”.

Nel racconto affascinante seppure a tratti deprimente di quel viaggio nel Sud dell’Italia di oltre sessant’anni fa, c’è anche Matera, quella che poi di lì a breve sarebbe diventata meta prescelta per pellicole che, in molti casi, hanno fatto storia. Era l’esordio sul grande schermo dei Sassi e dei loro dintorni.

Ed è per questo che Matera ha un motivo in più per piangere l’improvvisa morte del maestro Lizzani, che nel pomeriggio di ieri, a Roma, all’età di 91 anni, ha deciso di farla finita con l’esistenza lanciandosi nel vuoto dal balcone del suo appartamento, situato al terzo piano di uno stabile di via dei Gracchi, ai Prati.

Un gesto che richiama alla memoria collettiva degli italiani quello di Mario Monicelli, che risale a tre anni fa. Proprio Lizzani, commentandone la morte, aveva parlato di un “gesto di lucidità giovane”, la stessa che forse ha guidato lui in questo estremo gesto. “Stacco la chiave”, questo invece il suo unico e laconico commento, impresso su un biglietto, prima di darsi alla morte.

Matera, che a dire il vero al di là dei cinefili e dei post sui social-network del direttore della Lucana Film Commission a livello istituzionale sembra non essersi accorta di questa perdita nel cinema italiano, era tornata a incrociare Carlo Lizzani qualche anno fa aveva prestato il suo nome per la direzione artistica di “Matera e dintorni”, documentario di Giacomo Pezzali commissionato dalla Provincia di Matera nell’ambito di un progetto più ampio dedicato all’Italia, la stessa che il maestro aveva raccontato in modo egregio nei suoi film.