Teatro a Venosa: “Il Viaggio di Francesco” in scena alla Trinità per la rassegna estiva

Prosegue il cartellone estivo “E…state a Venosa 2026” con uno degli appuntamenti più attesi dedicati al teatro e alla cultura. Giovedì 30 luglio, alle ore 21:00, la suggestiva cornice dell’Abbazia della Santissima Trinità – Incompiuta ospiterà lo spettacolo teatrale “Il Viaggio di Francesco”, tratto dal celebre romanzo La Sapienza di un Povero di Éloi Leclerc, con drammaturgia e regia curate da Pino Quartullo.

L’opera narra gli ultimi anni di vita di San Francesco d’Assisi, restituendo il ritratto di un uomo che attraversa dubbi e fragilità interiori per rinnovare la propria fede e trasmettere un messaggio di pace, umiltà, fraternità e rispetto per il creato. L’evento è promosso dall’Amministrazione Comunale di Venosa in collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nell’ambito di un Progetto Speciale finanziato dal Ministero della Cultura.

«Abbiamo fortemente voluto portare a Venosa uno spettacolo come “Il Viaggio di Francesco” perché crediamo che la cultura debba essere uno strumento capace di far riflettere, emozionare e creare comunità. San Francesco continua a parlare a ciascuno di noi attraverso valori universali. Far vivere questo racconto nella cornice dell’Abbazia della Santissima Trinità significa valorizzare uno dei nostri luoghi simbolo, trasformandolo in uno spazio dove storia, arte e spiritualità dialogano in maniera autentica», ha dichiarato il sindaco di Venosa, Francesco Mollica.

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura, Turismo e Spettacolo, Rosa Centrone, che aggiunge: «L’edizione 2026 di “E…state a Venosa” segna un importante passo avanti nella nostra proposta culturale. Abbiamo scelto di investire con convinzione sul teatro, proponendo spettacoli di grande valore artistico in luoghi di straordinaria bellezza. “Il Viaggio di Francesco” si inserisce in un progetto più ampio che ha visto Venosa ospitare quest’anno anche cinque appuntamenti della rassegna “Teatri di Pietra”, rafforzando la nostra identità di città della cultura».

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