Ucciso in discoteca, gip Bari ‘indagati irreperibili nei giorni successivi al delitto’

Convalidato il fermo per tre presunti responsabili omicidio Filippo Scavo

Dopo l’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso il 19 aprile scorso nella discoteca ‘Divine Club’ di Bisceglie, le abitudini “personali e territoriali” dei tre indagati avrebbero subito un “significativo mutamento”. “A seguito degli eventi avvenuti in data 19 aprile 2026, si registrava la mancata ‘rintracciabilità’ di Dylan Capriati proprio nei luoghi ove era stato ripetutamente controllato”, cioè la città vecchia di Bari. La circostanza emerge nell’ordinanza con cui, ieri, il gip di Bari Giuseppe Ronzino ha convalidato il fermo di due dei tre indagati per il delitto. Si tratta di Dylan Capriati e Nicola Morelli, mentre il fermo del terzo indagato, Aldo Lagioia, è stato convalidato dalla gip di Trani Marina Chiddo. I tre furono fermati martedì in contemporanea con gli 11 arresti eseguiti nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Raffaele ‘Lello’ Capriati, avvenuto a Bari il primo aprile 2024. Il delitto Scavo, per gli inquirenti, sarebbe una vendetta del clan Capriati nei confronti dei rivali degli Strisciuglio. Il gip ha sottolineato “l’indole violenta degli indagati” e “l’indifferenza mostrata in ordine alla commissione di fatti di sangue con l’uso di armi”, ma anche la “spavalda ostentazione del possesso dell’arma, utilizzata in locale affollato aperto al pubblico, di notte, nonostante la presenza di numerosissime persone, con il possibile rischio di attingere mortalmente ulteriori soggetti”. “Il ricorso alla violenza con l’uso di armi – si legge ancora – avverso un soggetto rivale, in un luogo pubblico, manifesta una personalità avulsa dalle comuni regole di convivenza sociale ed irrispettosa dell’incolumità altrui, la cui pericolosità non può essere contenuta affidandosi all’autodisciplina degli odierni indagati”. Da quanto ricostruito, ad avere le armi sarebbero stati Capriati e Lagioia. Che, dopo aver incrociato Scavo all’esterno della discoteca, prima gli avrebbero puntato contro la pistola e poi, dopo aver raggiunto la vittima all’interno, l’avrebbero colpita con un proiettile alla base del collo, non lasciandogli scampo. A sparare sarebbero stati entrambi, ma solo un colpo andò a segno. Capriati e Lagioia sarebbero poi andati via a bordo di una Lancia Y, mentre Morelli (che non era armato) sarebbe tornato a casa autonomamente.