Femminicidi in Puglia: due le vittime in meno di 10 giorni
Stefania e Patrizia uccise da chi diceva di amarle
“Se mai abbasserò la testa, sarà solo per ammirare le mie scarpe”. È l’amara eredità digitale lasciata da Stefania Rago, la 46 donna uccisa giovedì scorso dal marito, Antonio Fortebraccio, nel loro appartamento a Foggia. Una citazione che oggi suona come un tragico presagio per una donna che, nonostante i messaggi lanciati sui social contro la violenza di genere, è diventata l’ennesima vittima di femminicidio. Il padre Giuseppe ha rotto il silenzio descrivendo la figlia come un “angelo” vittima di un controllo asfissiante: “Lui era troppo geloso. Non voleva che facesse nulla, nemmeno che andasse in palestra”, ha dichiarato ai cronisti. Secondo la testimonianza del genitore, Stefania aveva ormai deciso di chiudere un matrimonio durato trent’anni. Una scelta che Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni, non ha accettato, esplodendo quattro colpi con la pistola d’ordinanza al culmine dell’ennesimo litigio. La città di Foggia è sotto shock. La sindaca, Maria Aida Episcopo, ha espresso il dolore e la rabbia della comunità, annunciando che l’amministrazione scenderà in piazza accanto alla famiglia. Mentre Fortebraccio resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato, Foggia si prepara a rendere omaggio a Stefania, ricordandola come una donna che cercava, con coraggio, di riprendersi la propria vita.
Quello di Stefania Rago è il secondo femminicidio in pochi giorni in Puglia. Solo il 15 aprile scorso, a Bisceglie, ha perso la vita Patrizia Lamanuzzi, 54 anni. Patrizia sarebbe stata spinta dal quinto piano della sua abitazione dal marito Luigi Gentile che si è poi tolto la vita lanciandosi nel vuoto.

