Litigi, vendetta, o rancori passati: indagini serrate sull’omicidio di Dino Carta
Incrociare le immagini delle camere di video sorveglianza della zona, e gli audio delle registrazioni, con le testimonianze di amici e parenti per ricostruire il quadro plausibile e possibile che ha portato all’omicidio di Dino Carta, il personal trainer freddato a Foggia la sera del 13 aprile scorso con quattro colpi di pistola mente era al passeggio con il suo cane.
Un incrocio di dati e informazioni che tocca agli inquirenti far quadrare per individuare autori e movente dell’agguato mortale.
Indagini che devono, anche, pesare quanto sia vero l’audio, o parte di esso, trasmesso dalla reti nazionali, che contiene voci, abbaiare di cani, nomi e il rumore dei colpi di pistola.
Si sta analizzando, anche, il contenuto di tutte le telecamere funzionanti su via Caracciolo, luogo dell’agguato, e sulle vie limitrofe, ivi compreso il video che cristallizza l’immagine di un uomo incappucciato che transita vicino al luogo dell’omicidio in bici o monopattino.
È l’assassinio o qualcun altro che non c’entra nulla?
Così come è apparso eloquente sin da subito, la vita di Dino Carta, sposato con due figlie, ministrante e volontario presso la parrocchia di San Francesco Saverio non sembra contenere lati oscuri o poco trasparenti.
Tra ipotesi, presunti litigi in strada ed altro, rimane accreditata l’indiscrezione che riconduce l’omicidio del quarantaduenne ad una vendetta, o a un gesto figlio di un rancore passato o ad una punizione per qualcosa addebitato a Dino.
Nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia sul corpo del personal trainer ucciso.

