Consiglio regionale lucano approva revisione su indennità differita

Al Consiglio regionale della Basilicata via libera tra tensioni e scontri alla nuova norma sull’indennità differita

Seduta straordinaria e dibattito complesso in Consiglio regionale lucano, dove la maggioranza di centrodestra ha approvato – con 11 voti favorevoli – la revisione della disciplina sull’indennità differita, il sistema contributivo spettante ai consiglieri al termine del mandato, definito “mini‑vitalizio” dall’opposizione e dal comitato referendario che ne ha chiesto l’abrogazione. Una definizione respinta dalla maggioranza, che ricorda come i vitalizi siano stati aboliti nel 2012 e che il modello adottato è lo stesso in vigore in Parlamento e in altre Regioni.

In apertura, il presidente Bardi ha annunciato la rinuncia personale a usufruirne, richiamando responsabilità e trasparenza. La nuova norma – è emerso – elimina ogni retroattività e ogni collegamento con il fondo del 2017, destinato principalmente a iniziative sociali.

Modifica principale riguarda l’articolo 11‑quinquies, introdotto nel 2025: eliminato ogni riferimento alle legislature precedenti e stabilito l’accesso all’indennità solo dei consiglieri eletti dalla XII legislatura in avanti.

Durante i lavori, confronto acceso durante una sospensione chiesta dalla vicepresidente Fazzari. L’assessore all’Agricoltura Cicala aveva chiesto la parola, esortato anche dal consigliere d’opposizione Chiorazzo. Da qui il duro scontro con l’assessore alla Sanità Latronico: quasi alle mani, poi la situazione è rientrata, con scuse e messaggi di solidarietà dagli opposti schieramenti.

Voce dissonante nella stessa maggioranza, proprio quella di Cicala, che ha ribadito la posizione assunta nel 2019: «Azzerare la norma – ha detto – e costruire un percorso nuovo, condiviso e rispettoso dei lucani, senza aggiustamenti».

Dura la minoranza di centrosinistra, che aveva chiesto il ritorno in Commissione. Per Lacorazza del Partito Democratico si tratta di «errori madornali, con frizioni in Giunta per quanto detto da Cicala». Le consigliere Verri e Araneo del Movimento 5 Stelle parlano di «brutta pagina della politica», ricordando che le risorse del fondo erano destinate a misure di assistenza e welfare.

Di segno opposto la difesa della maggioranza: dal gruppo di Fratelli d’Italia, «un falso la bollatura populista che ha descritto come ladrocinio un diritto già previsto dallo Stato».

Il servizio

Le interviste ai consiglieri