Fidanzatini Policoro: Orioli, fare chiarezza sui magistrati
Un nuovo esposto presentato alla Corte di Cassazione
“Presenteremo un esposto alla Procura generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione chiedendo che si faccia luce sul comportamento dei magistrati”. Lo ha annunciato l’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale della famiglia Orioli, in merito al caso dei ‘fidanzatini di Policoro’, Luca Orioli e Marirosa Andreotta, trovati senza vita il 23 marzo 1988 in una villetta della città jonica lucana.
L’azione nasce dopo le dichiarazioni al Corriere del Mezzogiorno di Luigi De Magistris, secondo cui il caso sarebbe un “duplice omicidio” con “condotte di magistrati che avrebbero ostacolato l’accertamento della verità sin dalle prime fasi dell’inchiesta”.
Il caso è stato archiviato come un incidente domestico, attribuito – secondo la legge italiana – a una folgorazione o a un’intossicazione da monossido di carbonio. Una tesi mai condivisa da Olimpia Fuina, madre di Luca, che, a distanza di anni, chiede la riapertura del fascicolo. In tal senso, a fine settembre, il legale Fiumefreddo ha presentato un’istanza alla Procura generale di Potenza per chiedere l’avocazione delle indagini, dopo l’ennesimo rigetto da parte della Procura di Matera.
Da qui la scelta odierna di rivolgersi al Procuratore generale della Cassazione alla luce della gravità di tali affermazioni e del fatto che ancora oggi le Procure di Matera e Potenza negano la riapertura delle indagini nonostante, secondo la difesa, “siano acclarati i falsi in perizia e risultino nero su bianco gravi accuse di depistaggio mosse da ufficiali dell’Arma e della Guardia di Finanza”.
La famiglia chiede, dunque, che si valuti “se nella condotta di alcuni magistrati che si sono succeduti nella direzione delle indagini vi siano elementi rilevanti dal punto di vista disciplinare o penale”. (ANSA).

