Diffamarono la memoria di Noemi Durini: confermata la condanna per i genitori di Lucio Marzo
La corte d’appello di Lecce ha confermato la condanna per diffamazione nei confronti dei genitori di Lucio Marzo, l’uomo che nel 2017 uccise la sua fidanzata a coltellate a Castrignano del Capo, in provincia di Lecce
A quasi 8 anni dal terribile famminicidio di Noemi Durini, accoltellata e poi sepolta viva la sera del 3 settembre del 2017, sotto dei massi nei pressi di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, le esternazioni dei genitori dell’assassino Lucio Marzo hanno riaperto una delle vicende più tristi della recente cronaca nera pugliese.
La corte d’appello di Lecce infatti ha confermato la condanna inflitta in primo grado per diffamazione aggravata e a mezzo stampa a Biagio Marzo e a sua moglie Rocchetta Rizzelli. Secondo l’accusa, i due avrebbero infatti più volte offeso la reputazione della vittima 16enne nel corso di tante e note trasmissioni televisive nelle quali erano stati invitati come ospiti, cercando di giustificare i fatti commessi dal figlio, per di più reo confesso e condannato a 18 anni e 8 mesi di carcere per omicidio volontario pluriaggravato.
«Giustizia è fatta», è il commento degli avvocati Valentina Presicce e Flavio Santoro, legali di Imma Rizzo, la madre di Noemi. «I genitori di Lucio Marzo non hanno mai dimostrato alcun sentimento di pietà nei confronti di Noemi Durini”. «Hanno sempre diffamato la memoria di mia figlia per giustificare il fatto criminoso commesso dal figlio – afferma Imma Rizzo, la mamma di Noemi – e oggi anche la Corte di Appello di Lecce mi ha dato ragione. I genitori di Lucio Marzo, invece di rimanere in silenzio, dopo l’omicidio di mia figlia, hanno cercato in tutti i modi di giustificare il gesto aberrante commesso dal figlio arrivando addirittura a dire che mia figlia volesse ucciderli. Tutto questo è falso e infamante».

