Operazione antimafia Salento, arrestato operatore sanitario
Maxi operazione dei carabinieri di Lecce che ha portato a 87 arrestati per narcotraffico e autoriciclaggio
Faceva l’operatore sanitario all’ospedale Baggiovara di Modena uno degli 87 arrestati nell’ambito di un’operazione della Procura di Lecce per associazione a delinquere di tipo mafioso e traffico di stupefacenti. Si tratta di un 59enne, raggiunto dai carabinieri di Lecce, in collaborazione con i colleghi del comando provinciale di Reggio Emilia, a Rubiera. La maxi operazione ha svelato una vera e propria ‘join venture’ del traffico di droga con al vertice la mafia salentina. 87 gli indagati. La collaborazione tra clan, secondo gli investigatori, avrebbe coinvolto più sodalizi capeggiati da boss mafiosi. Secondo gli investigatori, tutto ruotava attorno al narcotraffico che includeva le estorsioni per debiti di droga, l’autoriciclaggio e la violazione della legge sulle armi, reati aggravati dal metodo mafioso, che avrebbero generato un lucroso giro d’affari per i clan. Gli indagati sono complessivamente 112: per 87 è stata emessa misura cautelare: per 56 indagati è stato disposto il carcere, per 31 i domiciliari. L’indagine, condotta dal 2020 al 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, coinvolge indagati di elevato spessore criminale, fra cui spicca il detenuto Antonio Marco Penza, operativo a Lecce e già condannato per mafia, nonché i suoi due principali referenti territoriali come Andrea Leo, anche lui già condannato per mafia, operante a Vernole, Melendugno e paesi limitrofi, e Francesco Urso, attivo sul territorio di Andrano. Questi ultimi due sarebbero stati capaci di gestire un vero e proprio monopolio del traffico e dello spaccio di droga avvalendosi della loro appartenenza al clan mafioso de Penza. Il gip, su richiesta della Dda di Lecce, ha contestato a 18 indagati l’associazione mafiosa.

