Mattinata, 36enne ucciso a fucilate: aveva precedenti per armi e droga
La sua azienda agricola raggiunta da interdittiva antimafia
Aveva precedenti per armi e droga Bartolomeo Pio Notarangelo, il 36enne ucciso a fucilate in agguato avvenuto nelle scorse ore in località Tagliata nelle campagne di Mattinata in una zona impervia del Gargano. Proseguono le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Foggia. Per adesso emerge che Notarangelo sarebbe stato ucciso in uno dei terreni che l’uomo avrebbe acquistato qualche anno fa. È probabile che chi ha sparato lo abbia colto di sorpresa dopo averlo seguito. Notarangelo aveva un’azienda agricola, in cui allevava anche bestiame, che è stata di recente raggiunta da una interdittiva antimafia del prefetto di Foggia Maurizio Valiante. Nel 2020, inoltre, partecipò alla maxi evasione dal carcere di Foggia per poi consegnarsi ai carabinieri qualche giorno dopo. Il padre del 36enne Bartolomeo Pio Notarangelo (e non lo stesso 36enne come appreso in precedenza) è il cugino di Angelo Notarangelo, ex boss dell’omonimo clan di Vieste, ucciso nel 2015. Intanto il sindaco di Mattinata Michele Bisceglia ha rilasciato delle dichiarazioni subito dopo l’omicidio: “Non abbiamo paura. Noi non vivremo nel terrore. Per la nostra comunità questo che stiamo vivendo è un periodo durissimo. Quanto successo conferma quanto delicato sia questo momento”. E ancora: “Dobbiamo rispondere continuando a chiamare per nome questi atti violenti e sconsiderati. Senza paura e a muso duro. Sappiatelo, voi che minate la nostra storia e la nostra credibilità, che questa comunità vi chiama proprio col vostro nome, senza se e senza ma: vigliacchi assassini”.

