Mafia e voto di scambio: arrestato il sindaco di Statte, nel Tarantino
Mafia e voto di scambio: finisce sotto scacco l’organizzazione criminale che aveva gestito le amministrazioni comunali di Statte, nel Tarantino. In tutto finiscono in manette 29 persone: tra di loro c’è anche il primo cittadino Francesco Andrioli
Avrebbero imposto il controllo del territorio e la gestione delle attività illecite nel comune di Statte, nel Tarantino, anche attraverso il presunto condizionamento delle elezioni amministrative dell’ottobre 2021, che portarono alla riconferma del sindaco Francesco Andrioli, leader della
lista “Uniti per Statte”.
Si è conclusa una maxi operazione culminata con l’arresto di 29 persone (26 in carcere e 3 agli arresti domiciliari). E tra questi c’è anche il primo cittadino di Statte, Francesco Andrioli, nonché altri membri di spicco del comune.
Diverse le concessioni e favori elargiti dalla politica come presunto “patto elettorale” e tra questi: buoni benzina, buoni pasto e anche biglietti del luna park .
Oltre il sindaco, tra gli indagati anche gli assessori comunali Ivan Orlando e Marianna Simeone, il fratello di quest’ultima, Francesco Simeone, ritenuto organico alla presunta associazione di tipo mafioso del presunto capoclan Davide Sudoso, del pregiudicato Giulio Modeo, del dirigente della società partecipata Kyma Ambiente di Taranto Lucio Rocco Scalera e di altri tre indagati, Giorgio Simeone, Antonio Marzella e Giovanni Pulito.
Il sindaco Andrioli, sempre secondo le contestazioni dell’accusa, si sarebbe reso disponibile “a soddisfare le esigenze dell’associazione”: come rilasciare autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico alle attività commerciali.
Pulito e Marzella avrebbero avuto il compito di facilitare gli incontri fra Sudoso e Andrioli e di raccogliere i voti secondo le indicazioni del capoclan. Il dirigente amministrativo di Kyma Ambiente Taranto,invece, avrebbe avuto il compito di gestire i rapporti e le comunicazioni fra Andrioli e il pregiudicato Giulio Modeo.
Dopo gli arresti le Fiamme Gialle hanno sequestrato in maniera preventiva beni del valore complessivo di circa 6,4 milioni di euro, tra i quali appartamenti, locali commerciali e box.

