Tentata estorsione aggravata da metodo mafioso: due arresti nel Potentino

A seguito della querela fatta dal responsabile della filiale di Tito, in provincia di Potenza, della società, “Salerno Trasporti”, per aver subito delle minacce di estorsione, aggravate dal metodo mafioso, su disposizione della direzione distrettuale antimafia di Potenza, il comando provinciale dei Carabinieri del capoluogo di regione lucano, ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di due persone.
Peccato che una delle due, sia il denunciante. È proprio così, si tratta di Giuseppe Forino, che assieme al suo complice, Giovanni Polverino, sono finiti ai domiciliari per aver effettuato alcune telefonate minatorie, chiedendo dieci mila euro, come contributo – scrivono nella nota stampa i magistrati potentini – “per rimpinguare le casse” di un sodalizio criminale locale, a seguito dei recenti arresti per mafia avvenuti nel potentino.
Il riferimento degli estorsori era a diverse operazioni, la più importante delle quali, portò, nel novembre del 2021, all’emanazione di 38 ordinanze cautelari, nei confronti degli affiliati del sodalizio criminale del Potentino che fa capo alle famiglie Martorano e Stefanutti, con sede tra Potenza e Pignola, ma anche ad 15 ordinanze del gennaio del 2022 e, prima ancora a ulteriori 17 misure dell’aprile del 2021.
Forino, insieme ad altre vittime delle minacce, questa volta reali, aveva materialmente firmato la querela, dissimulando il suo effettivo ruolo di complice, ma le intercettazioni telefoniche ed ambientali, i controlli ed i pedinamenti, ma anche una perizia fonica e l’interrogatorio di alcune persone svolto dai Carabinieri, non gli hanno dato ragione. La vicenda risale al febbraio scorso, e le telefonate minatorie nelle quali venivano reclamati i diecimila euro come “contributo”, a detta dei due uomini finiti ai domiciliari, erano richiesti ai titolari della “Salerno Trasporti”, così come anche a tutti gli “imprenditori che operano nella zona”.
In conclusione, come disse Giovani Boccaccio in un verso del Decameron: “Lo ‘ngannatore rimane a piè dello ‘ngannato”, o forse suona meglio un attuale e tradizionale, ma più incisivo, Chi andò per fregare, restò fregato.