Potenza, Morte Lagreca: il feretro verso il paese d’origine. Il 14 ottobre i funerali

Alle ore 18:30 del 13 ottobre la salma di Dora Lagreca, la ragazza trentenne morta a Potenza nella notte tra l’8 ed il 9 di ottobre precipitando, circostanza ancora non chiarite, da una altezza di 14 metri dal balcone dell’appartamento in cui viveva con il suo ragazzo, ha lasciato la camera mortuaria dell’Ospedale San Carlo di Potenza. Il feretro è stato caricato in un furgone delle onoranze funebri, nel massimo della privacy e della discrezione. Decine di amici e concittadini hanno fatto sentire la loro vicinanza alla famiglia di Dora nella camera mortuaria. Nella giornata del 14 alle ore 10.30, nella Chiesa di Santa Maria in Loreto della frazione di Arenabianca saranno celebrati i funerali. A Montesano sulla Marcellana, paese di origine della ragazza, per decisione del sindaco, Giuseppe Rinaldi, sarà un giorno di lutto cittadino. Il fidanzato 29 enne Antonio Capasso è stato iscritto dalla Procura della Repubblica di Potenza nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Intanto i militari del Reparto di investigazioni scientifiche dell’Arma hanno portato via una parte della copertura in alluminio del balcone che sarà ulteriormente analizzata per ricercare tracce di Dna, ovviamente di Dora, ed eventualmente del suo fidanzato. Il giovane, disoccupato, ha raccontato ai Carabinieri di Potenza che dopo una discussione per motivi di gelosia, la fidanzata si è lanciata dal balcone e che lui ha cercato di fermarla ma di non esserci riuscito. “E’ stata – ha detto l’avvocato difensore di Capasso, Domenico Stigliani – una questione di attimi: il mio assistito non ha avuto neanche il tempo di comprendere cosa stesse succedendo”. Al momento della caduta, Dora non indossava nulla (“stava per fare la doccia”, ha spiegato l’indagato); Capasso ha detto che, in attesa dell’arrivo del 118 – giunto sette minuti dopo la sua telefonata – l’ha coperta con la sua camicia. In quegli istanti, mentre stava piovendo, Dora era ancora viva: è morta poco un paio di ore dopo nell’ospedale San Carlo. Lo stesso ospedale dove è stata eseguita l’autopsia: dalle prime indiscrezioni è emerso che non sarebbero evidenti segni di un’eventuale colluttazione o violenza prima della caduta.