Mafia, anziana uccisa per errore nel Barese: confermate in appello 9 condanne

Anna Rosa Tarantino morì per errore durante un agguato mafioso la mattina del 30 dicembre 2017

Omicidio Tarantino, l’anziana uccisa per errore durante un agguato a Bitonto, in provincia di Bari. La Corte d’Assise d’appello ha confermato le condanne.

Condanne confermate e pene in parte ridotte per gli imputati nel processo sulla morte di Anna Rosa Tarantino, l’anziana uccisa per errore a Bitonto, durante un regolamento di conti tra clan. La Corte di Assise d’Appello di Bari ha emesso la sentenza nei confronti di 9 pregiudicati delle famiglie Conte e Cipriano, ritenuti responsabili di quattro agguati mafiosi. Nel corso dell’ultimo, la mattina del 30 dicembre 2017, la signora Anna Rosa finì sulla traiettoria di due dei 17 colpi di pistola esplosi nei vicoli del centro storico della cittadina in provincia di Bari. L’anziana morì, vittima innocente della guerra in atto tra i due clan rivali della città in lotta, secondo le indagini, per la gestione delle piazze di spaccio. I giudici hanno confermato la condanna a 20 anni di reclusione per il boss Domenico Conte, ritenuto il mandante del delitto, così come per Cosimo Liso e Alessandro D’Elia. Ridotte le pene nei confronti degli altri sei imputati: da 6 a 4 anni per Francesco Colasuonno e Rocco Mena. Da 6 anni e 8 mesi a 4 anni e 6 mesi per Benito Ruggiero. Per Michele Rizzo, condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione, i giudici d’appello hanno ridotto la pena a 2 anni. E poi ci sono i “pentiti” Michele Sabba e Rocco Papaleo, esecutori materiali dell’omicidio Tarantino. Per loro è stata esclusa l’aggravante mafiosa e la pena è stata ridotta da 14 anni a 13 anni e 8 mesi di esclusione. I giudici hanno confermato le condanne al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili nel processo, ovvero i familiari dell’anziana uccisa, il Comune di Bitonto e l’associazione Antiracket.