Presunte violenze in asilo nel Foggiano, maestra davanti Gup

Il Gip aveva rigettato richiesta sospensione della maestra

 

“Voglio bene ai bambini, non ho mai fatto del male”. Si difende così la maestra di una scuola materna di Mattinata (Foggia) di 47 anni, accusata di maltrattamenti nei confronti di minori tra i 2 e i 5 anni di età. Si terrà il prossimo 20 luglio l’udienza preliminare davanti al Gup del tribunale di Foggia a suo carico. Contestualmente si terrà l’udienza d’Appello presso il tribunale del riesame di Bari proposta dall’accusa contro la decisione del Gip che a settembre 2019 ha rigettato la richiesta di sospensione per l’insegnante. Il giudice ha ritenuto, infatti, che non ci fossero sufficienti indizi di colpevolezza.

 

La donna sin dall’inizio si è sempre detta innocente. Le indagini sono partite ad ottobre del 2018 a seguito della segnalazione da parte dei genitori di una bambina. La piccola affermava di aver ricevuto un calcio dalla maestra. Ad avvalorare questa tesi i genitori hanno accompagnato la segnalazione con un referto medico che attestava la presenza di lividi. Secondo l’accusa infatti la maestra si rivolgeva ai bambini apostrofandoli con epiteti come: “pazzo, cretini, maiale, scimmia. Spesso accompagnando agli insulti violenze fisiche come strattonamenti, spinte, schiaffi, calci e lancio di oggetti”. I genitori avevano percepito il comportamento strano dei propri figli, impauriti e poco propensi a recarsi in asilo. Poi la scoperta di lividi ed ecchimosi che non avrebbero lasciato dubbi; per i genitori la prova di quello che già avevano intuito.

 

L’accusa poggia su decine di fotogrammi che mostrerebbero l’attività violenta e reiterata. I carabinieri nel corso delle indagini hanno ascoltato colleghi e genitori dei bambini ed hanno anche piazzato all’interno delle aule telecamere nascoste.