Femminicidio a Cerignola (Fg): il marito non risponde al giudice

L’uomo è in carcere con l’accusa di omicidio volontario

E’ accusato di aver ucciso sua moglie a Cerignola, in provincia di Foggia. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Davanti al giudice non risponde Angelo Di Meo, il 44enne di Cerignola in carcere dallo scorso 5 luglio perché ritenuto responsabile dell’omicidio di sua moglie, Nunzia Comperchio, di 41 anni. Il gip del tribunale di Foggia ha convalidato l’arresto. Secondo l’accusa, quella domenica pomeriggio l’uomo ha esploso contro la donna 5 colpi di pistola, davanti all’ingresso della loro casa in via Fabriano. Poi, l’uomo sarebbe fuggito per rifugiarsi a casa del padre. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il movente. Per il momento il sospetto è che il presunto omicida sia stato spinto da una folle e cieca gelosia nei confronti della moglie. Difficile al momento da dire, anche perché Di Meo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

“L’udienza – spiega il suo legale Antonio Florio, – è durata poco meno di dieci minuti”. “Di Meo – contiuna l’avvocato che lo difende insieme al collega Gianluca Pignataro – è apparso molto confuso, anche a causa della terapia a base di psicofarmaci a cui è sottoposto”. “Nei limiti delle sue condizioni psicofisiche – conclude il legale – Di Meo è sembrato comunque molto preoccupato per la situazione”. La difesa annuncia così l’intenzione di chiedere una perizia psichiatrica. Il prossimo 13 luglio sarà conferito l’incarico per eseguire l’autopsia sul cadavere della donna.