Coronavirus: frode mascherine; gip Bari convalida sequestri

Rincari del 4mila% su dpi per Asl, ‘rialzo smodato è abuso’

Avrebbero “applicato ingiustamente, in quanto non motivati dai costi, prezzi esorbitanti di vendita, sfruttando le contingenze del mercato interno, a livello regionale, determinate dall’emergenza sanitaria da Covid-19”.

Sono queste le motivazioni del gip del Tribunale di Bari che ha convalidato quasi per intero il sequestro preventivo d’urgenza, per complessivi 945mila euro, eseguito nei confronti di tre società distributrici di mascherine protettive, coinvolte nella indagine della Procura di Bari. In particolare il giudice ha convalidato sequestri per 626mila euro alla società 3MC, per 244mila euro alla Penta, entrambe di Capurso. Per quanto riguarda la Aesse Hospital dell’imprenditore barese Elio Rubino, il gip ha convalidato il sequestro di 75mila euro, disponendo la restituzione delle ulteriori somme inizialmente sequestrate dalla Guardia di finanza, pari a 160mila euro. Stando alle indagini coordinate dal procuratore aggiunto, sarebbero stati applicati rincari fino al 4.100%, arrivando a vendere mascherine del valore di 0,60 euro a oltre 20 euro cadauna. Nel provvedimento il gip evidenzia che il rialzo dei prezzi sarebbe stato “tollerato dagli acquirenti data la mancanza di alternative sulle quali contare nell’immediato” per l’approvvigionamento di dispositivi di protezione. Lo hanno spiegato al giudice il direttore generale Antonio Sanguedolce e il direttore amministrativo della Asl di Bari Gianluca Capochiani, sentiti durante le indagini che hanno ammesso: “Siamo stati costretti, per evitare il crollo del sistema” ad acquistare mascherine “a un prezzo purtroppo esageratissimo”.