Pesca col tritolo, 14 arresti per disastro ambientale: “Devastato Mar Piccolo”
Inquinamento e disastro ambientale tra i reati contestati nell’operazione Poseydon della Guardia di Finanza. 14 le persone arrestate (5 in carcere e 9 ai domiciliari) accusate di aver devastato i fondali del Mar Piccolo, oltre che di pesca di frodo, costruzione di ordigni, furti di navi e ricettazione. Soggetti già noti alle Forze dell’ordine, perché coinvolti in giri di droga e del racket. Completamente incuranti di esplodere bombe nei pressi di strutture come il Ponte Punta Penna e l’area carburanti della Areonautica Militare, senza tener conto delle potenziali tragiche conseguenze.
Ad incastrare il gruppo criminale coordinato da un 48enne tarantino, le intercettazioni audio e video, raccolte lungo la banchina tra via Cariati e via Garibaldi, sotto la cui pavimentazione è stato trovato un letto di esplosivi, derivanti da ordigni bellici, realizzati con tritolo, cordite e Anfo .
Le ordinanza sono state emesse dal gip del Tribunale di Taranto Giuseppe Tommasino, su richiesta del PM Mariano Buccoliero.
“Impressionante – spiega il Comandate della Stazione Navale Guardia di Finanza di Bari, Corrado Bianchi, la frequenza con cui operavano i pescatori: sono state contate almeno un’esplosione al giorno in nove mesi. Ci vorranno secoli per ripristinare la flora e la fauna del mar Piccolo”.

