Taranto, l’addio a Giacomo. Vescovo a istituzioni: “Basta parole. Garantire futuro giusto”

“Tante le parole dette e ascoltate in questi giorni. Parole sì necessarie e doverose per non peccare di omissione o, peggio ancora, di indifferenza, ma purtroppo parole che arrivano a orecchie e cuori stanchi di ascoltare, perché esasperati dal riproporsi, ciclico, dall’assurdità, di questo prezzo da pagare in vite umane. Un tributo insostenibile e ingiusto: Taranto non ne può più!  Il lavoro è per la vita non per la morte!”.

È mons. Santoro, vescovo di Taranto, nella omelia per il funerale di Giacomo Campo, l’operaio di 25 anni morto all’Ilva di Taranto. “Nel giorno delle esequie di Giacomo, prima ancora che manifestare la rabbia, l’indignazione, di un popolo che ha sete di giustizia e di sicurezza, chiedo a Gesù, qui presente nell’eucarestia che celebriamo, di accostarsi a questa famiglia affranta da un dolore troppo grande da sopportare”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano alle esequie regge una corona di fiori

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano alle esequie regge una corona di fiori

L’invito poi alla piazza divenuta chiesa: “Non è un ineluttabile destino quello che ha falciato la vita del nostro fratello! Siate forti, e compatti, e perseveranti nel chiedere giustizia, anche quella terrena alla quale avete pure diritto”. E alle istituzioni: “A chi ha in capo la responsabilità di garantire un futuro giusto ai figli di Taranto dico che il tempo degli intenti è ormai scaduto e che il Signore ci guarda e ci chiede gesti grandi.” Presenti il presidente della Regione Michele Emiliano, alcuni sindaci della provincia ed  i comandanti provinciali delle Forze dell’ordine.

“Un funerale come la festa che stavi organizzando”, si rivolge a Giacomo, zio Romeo. C’è la banda ad accompagnare il feretro. C’è tutto il paese. E le parole del pezzo neomelodico “Muri’ pe’ campa’”.