Pisticci. Segregata in casa con una neonata, da oltre un anno: veniva picchiata quotidianamente

Screenshot 2015-09-16 16.15.56PISTICCI (MT) – Ieri un immigrato africano è stato arrestato con le accuse di  violenza privata, maltrattamenti in famiglia aggravati e sequestro di persona, commessi ai danni della moglie, della sua stessa nazionalità.

Gli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pisticci lo hanno fermato dopo un’attenta indagine che ha evidenziato una situazione di gravi violenze commesse in ambito familiare, in particolare nei confronti di sua moglie. All’arrivo degli uomini dell’Anticrimine la donna è stata trovata in casa con una neonata di appena 15 giorni di vita, entrambe bisognose di recarsi in ospedale, ma l’uomo glielo impediva.

Questi, giunto nel frattempo a preso ad inveire contro sua moglie davanti ai Poliziotti, minacciandola di impiccarla e darla in pasto ai cani se fosse uscita di casa per andare in ospedale o per denunciarlo.

L’uomo è stato calmato e condotto negli uffici del Commissariato mentre la mamma e la figlioletta sono state condotte all’ospedale di Policoro. I sanitari hanno giudicato la piccola in buone condizioni di salute mentre sulla donna hanno riscontrato lividi e cicatrici, segni evidenti delle aggressioni subite.

Dal rapporto della Polizia è emerso che la donna, a cui il marito aveva sottratto il passaporto e altri documenti personali, da quando è in Italia, cioè da oltre un anno, veniva picchiata tutti i giorni e per i motivi più futili, le impediva di uscire di casa senza autorizzazione e se non ubbidiva era costretta a subire ancor più le ire violente del marito, per cui di fatto viveva segregata in casa.
Pur ammettendo la sua triste condizione, la donna non ha voluto comunque denunciare il marito.

Data tuttavia la gravità della vicenda e i riscontri rilevati dagli investigatori, su disposizione dell’A.G., l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. La vittima, invece, con la collaborazione dei servizi sociali del Comune di Pisticci, è ora ospitata con la sua bambina in una casa famiglia, dove potrà stare al sicuro e ricevere l’assistenza materiale e psicologica di cui ha bisogno.