La morte di Lucio Marconi, un grande vuoto per la città
Matera. Se ne è andato nel giorno del suo novantesimo compleanno il professor Lucio Marconi. A stroncare la sua vita, piena di interessi e di grande impegno per la città che per motivi di lavoro lo accolse giovanissimo dopo che aveva lasciato le Marche, è stato un infarto. La camera ardente, in attesa del funerale che sarà celebrato domani alle 10 nella chiesa di San Francesco d’Assisi, è stata allestita nella sede del Conservatorio di musica “Egidio Romualdo Duni”, istituzione di cui Marconi per un quarantennio è stato impareggiabile presidente. Funzionario della locale Camera di commercio, il professore – come tutti lo chiamavano in città – ha ricoperto più volte l’incarico di assessore alla Cultura. A lui si deve la nascita del “Luglio Materano”, manifestazione di
altissima qualità e spessore culturale che per un decennio ha presentato cartelloni ricchissimi, dalla lirica, alla musica da camera al balletto all’esibizione di gruppi folkloristici internazionali. Un uomo – lo ricorda così il sindaco Salvatore Adduce – che da assessore comunale, quasi in epoca pioneristica per il comparto della cultura, riuscì a mettere le basi e a contribuire a segnare la traiettoria di sviluppo in un settore cui si sono agganciate generazioni di amministratori. Con affetto lo ricordano anche l’assessore regionale alla Formazione Vincenzo Viti ed il presidente della Camera di Commercio materana, Angelo Tortorelli. Domani, dopo la conclusione del rito funebre, la salma del professor Lucio Marconi sarà traslata nel cimitero di Sirolo, in provincia di Ancona, il suo paese di nascita, il segnale di quel filo conduttore che ha seguito per tutta
la vita: l’affetto sempre vivo per la terra d’origine, per le sue radici e per la città dove ha vissuto per oltre mezzo secolo costruendo affetti e solide amicizie impossibili da cancellare.

