Maltempo, macchina organizzativa ok a Matera ma esagerata la chiusura delle scuole
Matera. Aspettando la tempesta perfetta che, a ben guardare le previsioni meteo per il capoluogo, non ci sarà. Un allarme che sembra rientrato se non addirittura lanciato con qualche forzatura visto che già da ieri, per la giornata odierna, gli esperti prevedevano sulla città debolissime nevicate, peraltro miste a pioggia. Si è lavorato su tutti fronti all’insegna del meglio prevenire. E non è stata una procedura sbagliata, forse l’unica mossa eccessiva ha riguardato la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado con il conseguente stop dell’attività didattica. Quattro giorni di sospensione delle lezioni, un’esagerazione a considerare quanto è accaduto in città in passato. Buona, invece, l’attivazione della gratuità del servizio del trasporto pubblico urbano per evitare una circolazione automobilistica sovradimensionata rispetto alle possibili negative condizioni meteo. Bene anche l’allerta dell’intero sistema antineve a cominciare dal coinvolgimento delle associazioni di volontariato. Positiva la costituzione del nucleo centrale operativo per il coordinamento delle operazioni da mettere in campo per sostenere l’emergenza. Insomma, nessuna sbavatura sul piano della predisposizione e dell’organizzazione delle procedure. Dal palazzo di città, per una volta, un comportamento da manuale. Peccato, però, che alla fine non ci si sia potuti confrontare con una nevicata storica come fu quella del 1956. Meglio così, prendiamola come un’esercitazione ben riuscita e teniamocela per la prossima emergenza, se e quando ci sarà. Ritorniamo, però, sulla chiusura delle scuole: eccessiva, esagerata, fuori scala. I luoghi dell’istruzione relegati al rango di aree di parcheggio e non a sedi di eccellenza per far crescere e migliorare, anche sul piano civile, chi li frequenta. Una vacanza a buon mercato e basta a guardare soprattutto le reazioni su facebook degli studenti, post che inneggiano alla decisione presa dal sindaco con qualcuno che è arrivato a dire, rivolgendosi al primo cittadino “da maggiorenne ti voterò”. C’è tuttavia da chiedersi se la promessa sarà mantenuta o, come la poca neve caduta in questi giorni, si scioglierà con le prime gocce di pioggia.

