Un arresto per detenzione e spaccio di stupefacenti a Scanzano
MATERA – Per le forze dell’ordine è una vecchia conoscenza, per la criminalità dell’arco jonico materano un punto di riferimento, a Scanzano braccio destro di Gerardo Schettino. Ma nonostante sia notoriamente scaltro e abile nello sfuggire ai controlli, Nico Ragone, pregiudicato scanzanese classe ’72, ieri è finito nuovamente in manette, nell’ambito dell’operazione “Picasso”, appena conclusa dalla Squadra Mobile della Questura di Matera, diretta da Nicola Fucarino, e dagli agenti del locale commissariato, coordinati da Roberto Cirelli. Entrambi, in una conferenza stampa aperta dal vice-questore aggiunto Luisa Fasano, hanno illustrato i particolari dell’attività svolta, che prende il nome dalla vettura nella quale è stata effettuata la prima intercettazione ambientale. Ragone finisce in manette per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio in concorso continuato con altre sei persone, alcune incensurate altre con piccoli precedenti, tutte sui 30 anni, eccetto un minorenne, e tra cui la compagna dello stesso arrestato, tutte denunciate. I fatti, relativi a spaccio di haschisc e cocaina tra Scanzano e Marconia con approvvigionamenti in piccole dosi da Taranto vecchia, risalgono al 2009. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, infatti, è successiva ad una sentenza del Tribunale del Riesame di Potenza con cui è stato accolto il ricorso presentato dal pm di Matera, Cazzetta, contro la decisione del gip Scillitani che, nel 2009, non accolse i provvedimenti restrittivi chiesti contro Ragone e le altre persone coinvolte. Ieri sono state effettuate anche diverse perquisizioni a carico dei coinvolti, durante le quali sono state scoperte piccole quantità di droga e attrezzature e materiale utilizzati per il peso e il confezionamento.


