Un uomo ai domiciliari a Matera per violenza sessuale

I coltelli sequestrati

MATERA – Due anni di convivenza trascorsi tra parole d’amore, poche; atti di violenza, reiterati, e rapporti sessuali subiti con cadenza quotidiana. Fino a quando non sono scattate la denuncia alla Polizia e le indagini della seconda sezione della Squadra Mobile, reati contro la persona, condotta dall’ispettore Vito Cicirelli. Così, un operaio edile di 30 anni, S.G., materano, incensurato e già con un matrimonio alle spalle, è finito agli arresti domiciliari con le accuse di violenza sessuale aggravata, atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. Da due anni, come si è detto, l’uomo conviveva in una casa del centro di Matera con la compagna, una ragazza oggi 21enne, disoccupata, che per mesi ha dovuto subire, a causa della gelosia di lui, molestie quotidiane, quasi sempre sfociate poi, hanno spiegato in una conferenza stampa lo stesso Cicirelli e il vice-questore aggiunto, Luisa Fasano, in percosse e rapporti sessuali contro la sua volontà. Fino a quando dalle mani non si è passati alle armi. L’uomo, infatti, circa due mesi fa, dopo il rifiuto alla richiesta di avere un rapporto, tentò di colpire al collo la compagna con un coltello a scatto con una lama di quindici centimetri, sequestrato, insieme ad un altro simile, al momento dell’arresto. Fortunatamente le sfiorò solo la maglia, acquisita poi come prova, visto l’evidente danneggiamento provocato dal fendente. La ragazza, infatti, dopo essere stata in ospedale per le cure, sostenendo però di essersi ferita cadendo dalle scale, si recò alla Polizia, stanca dei soprusi subiti e scossa dall’ultimo, violento, episodio. Dai primi giorni del gennaio scorso ad oggi, la Mobile ha portato a termine le indagini, coordinate dal pm Rosanna De Fraia, incrociando documentazioni sanitarie e testimonianze di persone informate sui fatti e ottenendo la misura dei domiciliari dal Gip Roberto Scillitani. La ragazza, intanto, è ritornata a casa dei genitori. All’uomo potrebbero essere contestate anche le accuse di detenzione di armi e tentato omicidio. Matera, insomma, è ancora una volta interessata da fenomeni degenerati di reati violenti a sfondo passionale, secondo un trend preoccupantemente in crescita anche a livello nazionale. Per questo, ha detto la Fasano in conferenza stampa, è auspicabile che le donne abbiano sempre maggiore coraggio di denunciare tempestivamente situazioni simili, essendo questa l’unica possibilità per permettere alle forze dell’ordine di intervenire.