CallMat Matera, TIM pronta ad assegnare nuove attività dopo l’incontro con Urso
Il ministro ha ottenuto la disponibilità dell’azienda per i prossimi mesi. Bardi convocherà un tavolo regionale con sindacati e azienda
Svolta nella vertenza CallMat di Matera. Dopo l’incontro tra Urso e Labriola, TIM si è detta disponibile ad assegnare nuovi volumi di attività per scongiurare i licenziamenti.
Nuovi volumi di attività per i prossimi mesi alla CallMat di Matera. È la disponibilità ottenuta da TIM dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l’incontro al Mimit con l’amministratore delegato Pietro Labriola.
L’obiettivo è garantire la continuità lavorativa, favorire il rientro dei dipendenti dalla cassa integrazione ed evitare i licenziamenti, in attesa di una soluzione strutturale alla vertenza.
Al termine dell’incontro, Urso ha informato telefonicamente il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sugli sviluppi del confronto. Il governatore ha annunciato la prossima convocazione di un tavolo regionale con l’azienda e le organizzazioni sindacali.
La situazione del settore dei call center sarà affrontata anche a livello nazionale il 12 novembre al Mimit, durante il tavolo convocato da Urso e dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone.
“La disponibilità di TIM ad assegnare nuovi volumi di attività a CallMat è un risultato importante per Matera e per le famiglie coinvolte nella vertenza. Ringrazio il ministro Urso per aver ottenuto questo impegno che potrà favorire il rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione e scongiurare i licenziamenti. Ora occorre dare seguito a questa disponibilità e costruire una soluzione stabile, che salvaguardi occupazione e competenze sul territorio”. È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, in merito ai recenti sviluppi della vertenza CallMat.
“Bene inoltre la convocazione, da parte dei ministri Urso e Calderone, del tavolo nazionale sui call center del prossimo 12 novembre: un’occasione per definire una politica di settore capace di accompagnare la trasformazione tecnologica, valorizzare le professionalità e dare maggiore stabilità al lavoro”, conclude.
Sulla vertenza della CallMat, il ministro del Mimit, Adolfo Urso “apre una prospettiva. Ora la sfida è trasformare il tempo conquistato in futuro”: sono due passaggi di un comunicato del capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Basilicata, Michele Napoli.
Secondo il dirigente FdI, “la disponibilità di Tim ad assegnare nuovi volumi di attività a CallMat rappresenta un risultato significativo dell’iniziativa del ministro Adolfo Urso. Un risultato che va riconosciuto, perché restituisce una prospettiva a circa 350 lavoratori e alle loro famiglie, dopo mesi di comprensibile preoccupazione. Ma c’è una considerazione che sento il dovere di fare, con la chiarezza che queste vicende richiedono: aver scongiurato, almeno nell’immediato, il rischio dei licenziamenti è importante. Aver messo definitivamente al sicuro il lavoro sarebbe un’altra cosa. Ed è questo il traguardo da perseguire”.
Secondo Napoli, “non possiamo continuare a considerare una proroga come la soluzione di una crisi. Perché, quando quella proroga scade, il problema torna a presentarsi, spesso ancora più grave. La buona politica non si limita a guadagnare tempo. Sa utilizzare quel tempo per costruire soluzioni. È su questo terreno che oggi siamo chiamati a misurare la nostra capacità di governo”.
“Oggi – prosegue il consigliere regionale – il ministro Urso ha contribuito ad aprire una prospettiva importante. Ora spetta alle istituzioni, alle imprese e alle parti sociali trasformarla in una soluzione duratura. Perché governare non significa soltanto impedire che il presente peggiori. Significa creare le condizioni perché il futuro sia migliore. Ed è su questa capacità, prima ancora che sulle dichiarazioni, che una classe dirigente deve avere il coraggio di farsi giudicare”.
Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Fpc-Uil e Ugl Telecomunicazioni, in una nota congiunta, hanno sottolineato di “prendere atto positivamente della disponibilità manifestata da Tim, a seguito dell’incontro con il ministro Adolfo Urso, ad assegnare nuovi volumi di attività a CallMat Matera per i prossimi mesi. Un segnale importante, che può contribuire a garantire continuità lavorativa e ad allontanare il rischio dei licenziamenti. Riconosciamo il ruolo svolto dal ministro Urso nel riaprire il confronto con TIM, così come l’attenzione del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e dell’assessore Francesco Cupparo, affinché la vertenza trovi uno sbocco concreto”.
I rappresentanti sindacali si sono detti “fiduciosi che esistano le condizioni per arrivare a una soluzione positiva, ma non confondiamo un’apertura con una vertenza risolta. La disponibilità per i prossimi mesi deve trasformarsi in un progetto industriale credibile, con volumi adeguati e garanzie occupazionali per tutti i circa 350 lavoratori. Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori per la pazienza, la dignità e la determinazione con cui stanno affrontando mesi di incertezza. È proprio nei loro confronti che tutti i soggetti coinvolti hanno una responsabilità precisa: dare risposte concrete e restituire serenità a tante famiglie”.
Secondo Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Fpc-Uil e Ugl Telecomunicazioni, “non sono più accettabili rinvii di mesi, proroghe tampone o soluzioni che si limitino a spostare il problema nel tempo. Occorre inoltre fare chiarezza sulla riduzione dei volumi destinati a Matera e sulle prospettive future del sito. Attendiamo che il confronto regionale e il tavolo nazionale del 12 novembre al Mimit producano impegni verificabili e decisioni risolutive. Le organizzazioni sindacali – concludono – continueranno a garantire la massima disponibilità al confronto, senza rinunciare alla propria autonomia e alla mobilitazione già avviata. La fiducia nelle istituzioni e nel dialogo non significa abbassare la guardia: significa lavorare per un risultato concreto, mantenendo ferma la difesa dell’occupazione. Non chiediamo promesse, ma garanzie. Non vogliamo gestire l’emergenza mese dopo mese, vogliamo superarla. CallMat deve avere un futuro a Matera e nessuno dei 350 posti di lavoro deve andare perduto”.

