Basilicata, crescita economica a due velocità nel 2024: bene i servizi, male l’industria

Nel 2024 la Basilicata ha confermato una crescita moderata del valore aggiunto, pari a +1,30%, ma il dato nasconde forti contrasti interni. Secondo l’elaborazione del Centro Studi Tagliacarne e di Unioncamere, il terziario è stato il vero motore dell’economia regionale, mentre l’industria ha subito una flessione preoccupante, specie nel potentino.

La ricchezza pro-capite lucana, pari a 25.415 euro, mantiene la regione al 14° posto in Italia ma resta ben distante dalla media del Nord-Ovest, che supera i 41 mila euro. Nel confronto tra province, Potenza registra 26.758 euro per abitante (71ª posizione nazionale) e Matera 22.990 (81ª).

A livello territoriale il divario è netto: Matera ha messo a segno una crescita del +2,47%, raggiungendo 4.357 milioni di euro di valore aggiunto e il 44° posto in Italia, mentre Potenza si ferma a +0,76% e scivola al 100° posto, con 9.152 milioni di euro complessivi.

I servizi — commercio, trasporti, alloggio, ristorazione e comunicazione — hanno segnato un aumento del +3,96%, seguiti da attività finanziarie e di supporto (+4,28%), in controtendenza rispetto alla frenata del manifatturiero, che cala del -5,65%. Il peggioramento riguarda soprattutto Potenza (-6,03%), mentre Matera limita le perdite al -4,28%.

Più contenuti i risultati negli altri settori: costruzioni in lieve rialzo (+0,97%) e agricoltura in crescita del +4,03%, ma ben al di sotto della media nazionale (+10,25%).

Il quadro, spiegano gli analisti di Tagliacarne, riflette “una regione che si muove in equilibrio precario tra dinamismo dei servizi e difficoltà industriali, con la necessità di una politica economica capace di valorizzare le differenze territoriali e abbattere i costi energetici che frenano la competitività”.