Stellantis, Cupparo: riprendiamo il confronto
Per l’assessore “le dichiarazioni dell’ad Stellantis rafforzano la richiesta di un incontro. L’impegno del Dipartimento è rivolto anche all’indotto di San Nicola di Melfi: in settimana tavoli specifici sulle vertenze di aziende che hanno problemi di mercato”
“Le dichiarazioni dell’ad Stellantis Filosa contenute nell’intervista rilasciata a Il Sole 24Ore, in particolare sui programmi del Piano Italia a Melfi, rafforzano la richiesta che, insieme al Presidente Bardi, gli abbiamo fatto già in occasione della sua nomina, di un incontro per un confronto diretto ed approfondito, in modo da ottenere garanzie sulla piena saturazione degli impianti di Melfi e sui livelli occupazionali”. A sostenerlo è l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo riferendo che nei prossimi giorni concorderà con il direttore dello stabilimento Stellantis di Melfi, ing. Nicola Intrevado, un incontro per un aggiornamento della situazione relativa ai nuovi modelli da produrre.
“Con l’ing. Intrevado – aggiunge – abbiamo già una buona consultazione periodica che intendiamo proseguire ed intensificare anche per preparare al meglio il confronto con Filosa che auspichiamo possa avvenire in tempi ravvicinati”. “Contestualmente l’attenzione e l’impegno del Dipartimento sono rivolti all’indotto di San Nicola di Melfi convocando, già in questa settimana, tavoli specifici sulle vertenze di aziende che hanno problemi di mercato e di conseguenza di tenuta dei livelli occupazionali, chiedendo a Stellantis di farsene carico. Siamo inoltre in sintonia con l’azione avviata dal Ministro Urso partecipando ai Tavoli che da novembre dello scorso vengono convocati e con l’Alleanza delle 36 regioni europee dove sono localizzati stabilimenti automobilistici, convinti – continua l’assessore – che l’iniziativa istituzionale va sostenuta ad ogni livello e specie in Europa per favorire la flessibilità tecnologica e quindi non solo elettrico, scongiurando il rischio di penalizzare gli stabilimenti specie del Sud Italia. Non ci limitiamo a seguire e a verificare direttamente l’attuazione del piano industriale Stellantis ma – ha aggiunto – continuiamo a chiedere alla Commissione Europea provvedimenti conseguenti al cambiamento della direttiva che riguarda la transizione all’elettrico per ristabilire condizioni di serenità ai gruppi automobilistici europei e tutelare i posti di lavoro superando l’impiego massiccio della cassa integrazione. In proposito – dice l’Assessore – condivido le proposte dell’ad Stellantis per l’ampliamento da 3 a 5 anni del periodo di calcolo delle emissioni medie di Co2 per la case produttrici, motorizzazioni ibride e range extended (quelle in cui la trazione è affidata al solo motore elettrico), poi interventi per il rinnovo del parco auto circolante. Filosa conferma dunque i volumi da produrre a Melfi con i nuovi modelli in riferimento alla salita produttiva della nuova Jeep Compass a Melfi, insieme a quelli sulla piattaforma Slta medium, ed è questo il punto di partenza della ripresa del confronto”.
“Inoltre gli uffici del Dipartimento – riferisce Cupparo – sono impegnati a monitorare lo stato di attuazione dell’ Avviso Pubblico, con una dotazione di 6 Meuro a valere sul PO FSE+, di sostegno ai lavoratori cassaintegrati a rischio disoccupazione con una riserva delle risorse, pari a 4 Meuro per l’ indotto Stellantis, per sviluppare e potenziare il livello di competenze dei lavoratori e consentire una integrazione al reddito per 6/9mesi a seconda dei percorsi di formazione prescelti”.
La Uilm Basilicata “accoglie con attenzione le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, che ha confermato la centralità dello stabilimento di Melfi nei piani industriali grazie a nuovi modelli come la Jeep Compass. È un segnale positivo, ma non sufficiente a sciogliere le incertezze sul futuro produttivo e occupazionale”.
Per il sindacato dei metalmeccanici, “il primo nodo da affrontare resta quello delle motorizzazioni. La Uilm Basilicata ribadisce la necessità di garantire una pluralità di soluzioni – elettrico, ibrido ed endotermico – affinché la transizione non diventi un’imposizione tecnologica capace di penalizzare i lavoratori, i territori e le imprese. Determinanti saranno anche le scelte che l’Europa assumerà nei prossimi mesi. Senza regole chiare e politiche industriali comuni, il rischio è che l’automotive europeo e italiano perda terreno rispetto ai principali concorrenti globali. Accanto a questi aspetti, è indispensabile affrontare il tema dell’accessibilità al mercato dell’auto. Oggi, con salari fermi e prezzi sempre più alti, per molte famiglie acquistare un veicolo è diventato proibitivo”.
La Uilm lucana “propone” quindi “di aprire la strada a nuove formule di utilizzo e acquisto, sostenute da detrazioni e deduzioni permanenti, sul modello già adottato in altri Paesi europei. L’occupazione, infatti, si mantiene e cresce solo se ci sono volumi effettivi di vendita. Questo significa mettere i consumatori nelle condizioni reali di acquistare i veicoli prodotti. Altrimenti si possono anche annunciare milioni di nuove auto, ma la realtà è che senza strumenti concreti non si produce sviluppo: non basta costruire automobili di qualità, occorre renderle anche accessibili e acquistabili. Senza una politica integrata che tenga insieme motorizzazioni plurali, scelte europee coraggiose e nuove formule di accesso all’auto, non sarà possibile garantire né domanda interna né tutela occupazionale. La Uilm Basilicata conferma il proprio impegno per difendere il lavoro, la dignità dei metalmeccanici e il ruolo strategico dello stabilimento di Melfi nel futuro dell’automotive europeo”.

