Futuro Stellantis, incontro sindacati vertici aziendali

Per lo stabilimento di San Nicola di Melfi una giornata determinate

“Regna la confusione e l’approssimazione”. Non hanno usato giri di parole i segretari regionali lucani di Fim, Uilm, Fismic e Uglm nel commentare lo sviluppo dei colloqui per quello che riguarda le sorti dello stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi.

Per le sigle sindacali, dal ritorno dalle ferie estive ad oggi, l’unica notizia positiva ha riguardato i lavori per l’industrializzazione dei nuovi modelli”, ma al momento le parti sociali hanno denunciato che, dopo aver partecipato ad infinite riunioni sull’organizzazione del lavoro, le stesse non hanno dato nessun esito.

Manca secondo Fim, Uilm, Fismic e Uglm chiarezza da parte della società sui dettagli dei nuovi cinque modelli che saranno prodotti nello stabilimento lucano dopo i lavori di ammodernamento della linea.

“La convocazione di oggi – hanno sottolineato i sindacati in una nota congiunta – prevista dall’accordo del 12 luglio, è un incontro decisivo per lo stabilimento, perché dobbiamo mettere in sicurezza le attività industriali del futuro, comprese quelle del comprensorio, ribadendo con forza che le future commesse devono essere assegnate ai lavoratori attualmente in forza nell’indotto e nella logistica. È inoltre fondamentale chiarire che Melfi, per quanto riguarda l’efficienza, ha già dato tanto, non si possono chiedere ulteriori sforzi ai lavoratori.”.

Dunque servono “risposte serie e coerenti”, hanno evidenziato con forza Fim, Uilm, Fismic e Uglm, sottolineando un altro tema attuale che riguarda i circa mille lavoratori che da Melfi vanno e andranno in trasferta a Pomigliano. Infatti le sigle sindacali hanno denunciato situazioni organizzative non più tollerabili, pare – si è appreso da alcune fonti – che i lavoratori provenienti dallo stabilimento lucano non siano visti di buon occhio dai dipendenti campani.

Anche le istituzioni regionali – hanno concluso i sindacati – che da mesi stanno condividendo con Stellantis un protocollo di intesa, non possono più sottacere alle nostre innumerevoli richieste di incontro. Non tollereremo ulteriori ritardi in tal senso, concludono i sindacati”.