Arcivescovo Bari, Enciclica di Leone parla al nostro Paese
Mons. Satriano, “Sfida è diventare più umani”
“Sento che questa enciclica parla con forza anche al nostro Paese. Non basta denunciare il buio sociale o culturale che vediamo crescere, né è sufficiente un aggiornamento tecnologico o infrastrutturale che disimpegni dal riedificare l’essere umano. Siamo chiamati a riaccendere fiducia, amicizia sociale, responsabilità condivisa, capacità di uno sguardo carico di meraviglia”. Lo dichiara in una nota, monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto che così commenta la prima enciclica di Papa Leone XIV presentata oggi in Vaticano e firmata lo scorso 15 maggio, 135 anni dopo la Rerum Novarum di Leone XIII che parlava di diritti durante la rivoluzione industriale.
“Il messaggio di Papa Leone XIV è chiaro: nell’epoca dell’algoritmo, la sfida decisiva non è diventare più tecnologici, ma più umani”, continua Satriano evidenziando che il Pontefice “ci chiede di tornare a credere nella dignità della persona e nella forza delle comunità”. “In un mondo in cui rischiamo di ridurre tutto a connessioni veloci e rapporti fragili, il vero prodigio non è la tecnologia, ma l’essere umano”, prosegue l’arcivescovo evidenziando che “la tecnica può aiutarci, ma non può sostituire ciò che ci rende umani” ovvero “la capacità di prenderci cura gli uni degli altri, di costruire legami, di non lasciare indietro i più fragili”. “Per essere magnifica l’umanità ha bisogno di tutti, nessuno escluso- conclude – la solidarietà non è un sentimento accessorio: è ciò che impedisce a una società di disgregarsi e che la rende pienamente umana”.

