Potenza, due pubblicazioni scientifiche per la Neurologia dell’Aor San Carlo

La Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza firma un contributo su “Epilepsy and Behavior” e interviene sul quotidiano nazionale “Il Messaggero” sui rischi dello stress cronico.

Due contributi scientifici rilanciano l’attività di ricerca della Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza. Si tratta di una pubblicazione sulla rivista internazionale “Epilepsy and Behavior” e di un intervento divulgativo sul quotidiano nazionale “Il Messaggero”.

Il primo lavoro, apparso su una rivista indicizzata con impact factor, vede tra i coautori il direttore della Neurologia, Nicola Paciello, nell’ambito di una collaborazione tra esperti italiani del settore. L’articolo propone un cambio di paradigma nell’approccio al paziente con epilessia. L’obiettivo è superare la sola gestione delle crisi e adottare un modello olistico e personalizzato. Il metodo si fonda su una collaborazione multidisciplinare e sull’utilizzo delle nuove tecnologie nella pratica clinica, con riferimento anche all’intelligenza artificiale e alle indicazioni terapeutiche dei nuovi farmaci anticrisi.

All’attività accademica si affianca quella divulgativa. Paciello è intervenuto come esperto su “Il Messaggero” con un approfondimento sul legame tra stress cronico, alterazioni cerebrali e invecchiamento biologico. Nell’articolo spiega che l’eccesso di cortisolo e lo stress ossidativo possono danneggiare il Dna e aumentare il rischio di malattie degenerative. Indica anche alcune strategie per la tutela della salute, tra cui la regolazione dei ritmi circadiani, l’adozione di tecniche di rilassamento e l’attività fisica, in particolare nelle ore mattutine.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera, sottolinea che la pubblicazione su una rivista internazionale e la presenza sui media nazionali “attestano la scelta vincente di coniugare la ricerca accademica con una medicina vicina ai bisogni quotidiani delle persone”. “Investire nella ricerca – aggiunge – significa offrire ai nostri pazienti le terapie più avanzate e una migliore qualità di vita”.