Gravina in Puglia (BA), riemerge un affresco medievale nella chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli
Avviate le indagini scientifiche per il restauro. Scoperta l’immagine di un Cristo Crocifisso
Prime analisi diagnostiche nella chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli a Gravina in Puglia. Durante i campionamenti è riemersa la figura di un Cristo Crocifisso, forse di epoca medievale. Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia.
Sono partite mercoledì 11 febbraio le indagini diagnostiche preliminari per il recupero della chiesa rupestre di Santa Maria degli Angeli, a Gravina in Puglia, nel territorio della Città Metropolitana di Bari.
Le attività hanno riguardato rilievi fotografici e campionamenti utili alla definizione del progetto di tutela del sito. I lavori si sono svolti sotto la supervisione dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari, Lorenzo Orsini e Valentina Gaudio. I prelievi sono stati eseguiti dal geologo Davide Melica, nell’ambito del piano di indagini affidato alla restauratrice Anna Maria Riefolo, con la collaborazione di Nicola Delvecchio. Il progetto esecutivo è stato redatto dall’ingegnere e architetto Alessandro Tranquillino Minerva.
Nel corso delle verifiche, grazie a un’analisi a luce normale e radente, sono emerse tracce pittoriche riconducibili a un affresco raffigurante un Cristo Crocifisso, con il capo reclinato sulla spalla destra. Una prima ipotesi colloca l’opera in epoca medievale. Gli approfondimenti scientifici dovranno chiarire datazione, tecnica esecutiva e ambito di attribuzione.
Secondo quanto riportato nella nota, il ritrovamento potrebbe essere collegato al passaggio a Gravina di San Guglielmo da Vercelli, che, secondo fonti storiche, avrebbe sostato in città prima di raggiungere l’Abbazia di Montevergine. Un eventuale accertamento, dopo il restauro, potrebbe contribuire a individuare con maggiore precisione il luogo dell’antico monastero benedettino fondato dal Santo. 
L’intervento è finanziato con fondi della Regione Puglia, annualità 2022, nell’ambito dell’avviso pubblico rivolto agli enti locali per la tutela delle chiese rupestri, ai sensi dell’articolo 48 della legge regionale 51 del 30 dicembre 2021.
Il consigliere comunale delegato alla Cultura, Ignazio Lovero, ha parlato di “momento fondamentale ed emozionante per la nostra comunità”, sottolineando il valore storico e artistico del sito e la necessità di intervenire con rigore scientifico. Il sindaco Fedele Lagreca ha evidenziato come la scoperta arrivi mentre la città è tra le finaliste a Capitale italiana della Cultura 2028, definendo il ritrovamento “un dono per la comunità”.

