Fase 3: Fitto: “Spariti i Dpi acquistati dalla Cina”

Fitto: “Sono costati ai pugliesi circa 50 milioni di euro”

 

Mentre la Lega, con una delegazione guidata da Nuccio Altieri, candidato vicepresidente della giunta, è impegnata in un tour nelle campagne per fare visita nelle aziende agricole pugliesi, il candidato alla presidenza del centrodestra Raffaele Fitto torna sulla questione della mancanza di dispositivi di protezione individuale. “Ma le tonnellate e tonnellate di Dispositivi individuali di protezione (Dpi), e costati ai pugliesi circa 50 milioni di euro, giunti dalla Cina che fine hanno fatto?”: dopo le denunce dei sindacati dei medici che lamentano la mancata consegna dei Dpi da parte delle Asl, nella querelle interviene anche Raffaele Fitto. “Trovo assurdo – prosegue – che ancora adesso, a metà agosto, il sindacato dei medici di base, di fronte al caso di un loro collega ricoverato in terapia intensiva, denunciano ancora la mancanza di Dpi come avveniva nei primi periodi di lockdown.

 

Questo significa che la lezione non è servita e che solo nei comunicati della Regione va tutto bene, poi di fatto mancano ancora i dispositivi di prevenzione. Cosa accadrebbe se davvero ci trovassimo di fronte a una seconda ondata?”. “Salvare le vite umane – conclude – è più importante di una poltrona e anche della stessa campagna elettorale. Mi sembra anche incredibile doverlo precisare. Dovrebbe essere scontato”. L’intervento di Fitto si riferisce alla nota dei sindacati dei medici che da lungo tempo sollecitano il potenziamento della medicina del territorio e la dotazione dei dispositivi di protezione individuale ai medici di famiglia, ai medici di continuità assistenziale, ai medici dei servizi e ai medici del 118.