Matera, “Raccontami dentro”: dal carcere la strada per ricominciare

Le testimonianze di Zef Karaci e del cardinale Enrico Feroci tra fede, perdono e possibilità di una nuova vita

“Raccontami dentro”. Dentro una cella, ma anche dentro una persona. È il filo conduttore dell’incontro tenutosi alla Casa di Spiritualità Sant’Anna di Matera, dedicato alla testimonianza di conversione dal carcere di Zef Karaci e promosso dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina e dalla Cappellania del carcere di Matera, con il sostegno di DISMA ODV.

Arrivato in Italia dall’Albania a 17 anni, nel 2005 Karaci viene arrestato a Bergamo e trasferito nel carcere di Como, dove sconta complessivamente 17 anni e 9 mesi di detenzione.

Ed è proprio in carcere, racconta, che alcuni incontri diventano decisivi. Persone che tornano a credere in lui, lo avvicinano a Cristo e alla Chiesa e lo aiutano a cambiare il modo in cui guarda se stesso. Tra loro anche don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso nel 2020 a Como, al quale Karaci ha poi dedicato due libri. Comincia un laboratorio, inizia a leggere e scopre un percorso diverso. Anche il perdono ricevuto da una persona che aveva aggredito dopo una rissa diventa per lui un momento di svolta.

Da qui la riflessione sul carcere interiore, quello che ciascuno può portare dentro di sé e che può interrompere il rapporto con le persone che si amano.

Una prospettiva condivisa anche dal cardinale Enrico Feroci, presente all’evento, che ha ricordato come “il Signore non rimane fuori dalle celle”. I detenuti, ha sottolineato, non possono essere considerati persone da scartare: la loro dignità rimane intatta.

Feroci ha parlato anche del perdono come possibilità di tornare a vivere e del difficile reinserimento dopo la detenzione. Molti, una volta fuori, si trovano disorientati e senza punti di riferimento.

Per questo, ha spiegato il Cardinale, le comunità cristiane sono chiamate a non restare inerti, ma ad accogliere e accompagnare chi ha scontato una pena, guardandolo con benevolenza.

Perché, come ha raccontato Karaci, anche quando gli uomini smettono di credere in una persona, Dio non smette di farlo.