Basilicata: Lacorazza, si convochi il Comitato percorso nascita

La richiesta del capogruppo dem all’assessore regionale alla Salute

“Con una nota indirizzata all’assessore regionale alla Sanità e al direttore del Dipartimento Salute, abbiamo formalmente sollecitato la convocazione urgente del Comitato percorso nascita regionale al fine di procedere all’aggiornamento e alla piena attuazione dei protocolli organizzativi relativi all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica (Ivg)”. Lo annuncia, in una nota, il capogruppo del Pd nel Consiglio regionale lucano, Piero Lacorazza.
“La richiesta – aggiunge il dirigente dem – nasce dall’esigenza di garantire un pieno allineamento agli indirizzi nazionali vigenti, con particolare riferimento alle Linee di indirizzo emanate dal Ministero della Salute nel 2020, che prevedono modalità organizzative più moderne, appropriate e rispettose della centralità della donna nel percorso di cura. Nello specifico, si propone di valutare e formalizzare la possibilità, nei casi clinicamente appropriati e nel rispetto di rigorosi criteri di sicurezza, di effettuare a domicilio la seconda somministrazione del trattamento farmacologico per Ivg. Una modalità – sottolinea Lacorazza – già adottata in diverse realtà regionali italiane e sostenuta da consolidate evidenze scientifiche e raccomandazioni nazionali e internazionali, che ne attestano sicurezza, efficacia e accettabilità per le pazienti. L’introduzione di protocolli omogenei su tutto il territorio regionale consentirebbe di migliorare l’appropriatezza dei percorsi assistenziali, ridurre accessi impropri e permanenze ospedaliere, ottimizzare l’utilizzo delle risorse del Servizio sanitario regionale e, soprattutto, rafforzare autonomia, riservatezza e qualità dell’assistenza garantita alle donne”.
“L’auspicio – conclude il capogruppo del Pd – è che il Comitato possa definire in tempi rapidi indirizzi operativi condivisi da trasmettere alle strutture sanitarie regionali, così da assicurare un’applicazione uniforme ed efficace dei servizi, nel rispetto dei diritti, della sicurezza clinica e dell’equità di accesso alle cure”.