San Giovanni Rotondo (FG), Casa Sollievo della Sofferenza compie 70 anni: “Fedeltà alla carità sanitaria”

Padre Moscone e il cardinale Parolin ricordano la missione dell’ospedale voluto da San Pio

A San Giovanni Rotondo si sono svolte le celebrazioni per i 70 anni di Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale voluto da San Pio da Pietrelcina. La ricorrenza è stata accompagnata da una cerimonia eucaristica presieduta dal cardinale Pietro Parolin che ha portato un messaggio diretto del Papa.

Nel corso dell’omelia, Parolin ha ribadito la vicinanza del Pontefice alla struttura sanitaria voluta da San Pio da Pietrelcina, sottolineando come il Papa abbia a cuore la situazione dell’ospedale e desideri confermare il suo sostegno all’opera nata dal carisma del frate di Pietrelcina.

Le parole del cardinale sono state accolte da un applauso da parte dei presenti, in un contesto celebrativo che ha intrecciato memoria, spiritualità e attenzione alle difficoltà attuali della struttura.

Casa Sollievo della Sofferenza, infatti, attraversa una fase complessa, segnata dalle richieste dei lavoratori legate all’adeguamento degli arretrati contrattuali e da tensioni sindacali su alcune scelte gestionali ritenute critiche.

Nell’omelia, Parolin ha richiamato anche le origini dell’ospedale, nato — ha ricordato — dalla tenerezza di Gesù verso chi soffre, e dalla intuizione di San Pio di trasformare l’esperienza del dolore in un’opera di cura e accoglienza.

Nel corso dell’evento è stato letto il messaggio di padre Franco Moscone, presidente della struttura e arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Nel testo si richiama la volontà di mantenere viva la “carità sanitaria” come elemento fondante della missione dell’ospedale.

Moscone ha sottolineato come, nonostante il passare degli anni, la struttura continui a ispirarsi all’idea originaria di un’assistenza sanitaria legata ai valori del Vangelo e al servizio delle persone fragili.

Nel suo intervento ha definito l’esperienza di Casa Sollievo come una “profezia” che non si è conclusa, ma che continua nel tempo attraverso la cura, le storie dei pazienti e il lavoro quotidiano degli operatori sanitari.

Le celebrazioni hanno quindi rappresentato un momento di riflessione sul ruolo dell’ospedale, nato settant’anni fa con una forte impronta spirituale e ancora oggi punto di riferimento per la sanità del territorio.