Potenza, scontro sulla sanità: “pazienti senza cure”, l’Asp e Latronico replicano
L’Unione Strutture Convenzionate denuncia lo stop a visite ed esami per sforamento dei budget. L’Asp e l’assessore Latronico rassicurano: “nessuna penalizzazione per i cittadini”
In Basilicata l’Asp di Potenza ha chiesto alle strutture sanitarie private accreditate di sospendere le prestazioni oltre il budget assegnato. L’Usc denuncia “il giorno più nero per la sanità lucana”, accusando l’assessore Latronico e la giunta regionale. L’Asp e l’assessore replicano che i pazienti non verranno penalizzati e che sono già in campo misure per ridurre le liste d’attesa.
È scontro aperto in Basilicata tra le strutture sanitarie private accreditate e l’Asp di Potenza. L’Unione Strutture Convenzionate (Usc) ha denunciato che da oggi centinaia di cittadini rischiano di restare senza cure a causa della richiesta dell’Asp di sospendere visite, esami e terapie nei centri che hanno superato i tetti di spesa fissati dalla Regione con la delibera 473/2025.
“È il giorno più nero per la sanità lucana” ha dichiarato Michele Cataldi, portavoce dell’Usc, parlando di “macelleria sociale” e accusando direttamente l’assessore alla Salute Cosimo Latronico e la giunta regionale. Secondo l’Usc le conseguenze sarebbero pesantissime: cardiologia, endocrinologia, neurologia, oculistica, ginecologia e molte altre specialità rischierebbero di fermarsi, con pazienti costretti a pagare di tasca propria o a rinunciare alle cure.
L’associazione accusa la Regione di aver approvato la delibera con mesi di ritardo e senza tener conto dei fabbisogni reali. Per questo chiede la revoca immediata dell’atto e l’apertura di un tavolo di confronto con la giunta regionale.
Immediata la replica dell’Asp Basilicata, che in una nota ha precisato che “nessuna prestazione sanitaria subirà interruzioni” e che non ci sarà alcuna “paralisi del sistema”. Secondo l’azienda, la comunicazione inviata ai centri privati accreditati è un atto dovuto, legato ai tetti di spesa fissati dalla Regione dopo una sentenza del Tar.
“La rimodulazione dei budget – spiega l’Asp – non penalizza i cittadini. Dove un centro ha superato i limiti fissati, altri hanno ancora margini di erogazione. L’utenza potrà rivolgersi a queste strutture, oltre che al sistema pubblico, che continuerà a garantire le prestazioni”.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, che ha respinto con fermezza “ricostruzioni parziali e fuorvianti che rischiano di generare ingiustificato allarme tra i cittadini lucani”. L’assessore ha ricordato che la Regione si è adeguata a una sentenza del Tar che aveva annullato i tetti di spesa 2023-2024, e che la nuova delibera introduce criteri “giuridicamente solidi, equi e rispettosi della normativa nazionale”.
“È falso sostenere che i cittadini verranno penalizzati interrompendo i percorsi di cura – ha detto Latronico –. Al contrario, la Regione sta già lavorando per ridurre le liste d’attesa, con correttivi e finanziamenti per prestazioni aggiuntive”. L’assessore ha poi annunciato controlli rigorosi sulle prestazioni “ex art. 25” per garantirne la coerenza con la reale capacità produttiva delle strutture.
“La sanità lucana – ha concluso – ha bisogno di fatti concreti e di responsabilità, non di polemiche fuorvianti. Il nostro obiettivo è rafforzare i servizi, ridurre i tempi di attesa e tutelare i cittadini”

