MATIFF, a Matera il cinema incontra la spiritualità: il messaggio del vescovo Ambarus

Il cinema come spazio di incontro, ma anche come occasione per interrogarsi sull’uomo, sulla capacità di prendersi cura dell’altro e sulla necessità di costruire relazioni fondate sulla fraternità. È stato questo uno dei temi al centro dell’ultima giornata del MATIFF – Matera International Film Festival, che domenica 4 ottobre ha chiuso la sua settima edizione nella Città dei Sassi.

Tra gli appuntamenti più significativi della giornata conclusiva, quello dedicato a “L’arte di essere umani. Il senso, la cura, la fraternità”, che ha visto protagonista monsignor Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, insieme al regista e produttore Ezequiel del Corral. A guidare il confronto è stata Felicia Cigorescu, madrina e curatrice artistica di questa edizione del festival.

Un appuntamento che ha dato alla giornata conclusiva una dimensione che è andata oltre il cinema, mettendo al centro la persona e il valore dell’incontro. Il tema della fraternità, in particolare, si è intrecciato con il percorso scelto dal MATIFF per la sua settima edizione: il Mediterraneo come “riflesso del mondo”, luogo di culture, identità, differenze e possibilità di dialogo.

Il confronto è stato inserito all’interno de “Il Cantico del Mediterraneo”, il percorso artistico e spirituale curato sviluppato attraverso diversi luoghi simbolici della città. Nella stessa giornata, nella chiesa di San Pietro Caveoso, era stata inaugurata la mostra “Francesco”.

La riflessione sul rapporto tra arte, spiritualità e società è quindi proseguita con l’appuntamento “Oltre i confini – Nel segno di Papa Francesco – Arte, giovani, educazione e incontro”