La Primavera Fest a Corato: arte, creatività e comunità nel cuore del centro storico
Basta alzare lo sguardo per lasciarsi sorprendere: centinaia di ombrelli sospesi disegnano un cielo nuovo, vibrante, ispirato a una tradizione lontana, quella nata in Portogallo, che qui trova una voce tutta sua. Sotto questo intreccio di colori, Corato si anima di passi, sorrisi e curiosità. Ogni angolo racconta qualcosa: fiori che sbocciano tra le pietre, installazioni che accolgono e stupiscono, dettagli che trasformano una passeggiata in un’esperienza.
La Primavera Fest è un invito a vivere la città con occhi diversi. Tra le sue espressioni più vive ci sono le “Stradine delle Arti”, dove le mani diventano protagoniste e la creatività prende vita sotto gli occhi di tutti. Non è solo osservazione, ma incontro: c’è chi intreccia fili all’uncinetto e chi dipinge dal vivo, chi insegna e chi impara, in uno scambio continuo che unisce generazioni e passioni.
Nel cuore del centro storico, poi, nasce un’opera che parla al presente con radici profonde: il murale dedicato a San Francesco, “Del cielo che non ha strade”. È un’immagine che colpisce e resta, con il santo a braccia aperte, circondato da uccelli, simbolo di un’armonia possibile tra uomo e natura. Un dialogo visivo che unisce suggestioni medievali e linguaggi contemporanei, come la festa stessa.
E mentre l’arte riempie gli occhi, la città si riempie anche di voci e risate. Il programma accompagna grandi e piccoli in un percorso fatto di scoperte e condivisione. In piazza Sedile i più piccoli sono diventati esploratori tra acqua, terra e biodiversità, imparando a osservare ciò che spesso sfugge. Poco distante, in piazza Di Vagno, lo spazio si apre al gioco e alla leggerezza, con un’area dedicata al divertimento e alla socialità.
È così che la Primavera Fest diventa qualcosa di più di un evento: è un modo di abitare la città, di riconoscersi negli altri, di lasciarsi attraversare dalla bellezza. Un fine settimana che non si limita a essere vissuto, ma che resta, come una storia che vale la pena raccontare ancora.

