Coronavirus. Quattro carabinieri contagiati nel barese

Sono quattro i carabinieri positivi al Coronavirus tra Bari e provincia. A denunciarlo Giovanni Lazazzara, segretario generale provinciale di Bari per UNARMA, l’associazione sindacale dei Carabinieri, che si dice preoccupato dai numeri, destinati molto probabilmente a crescere. Il 23 gennaio scorso il sindacato aveva inviato una nota al Ministro della difesa, al Ministro della salute ed al Comando Generale dell’Arma dei carabinieri per segnalare la preoccupazione che il virus stava suscitando tra l’opinione pubblica e tra i carabinieri in particolare. Chiedendo un intervento urgente di carattere preventivo, “soprattutto – si legge nella nota –  alla luce del gran numero di cittadini cinesi che vivono e lavorano nel nostro paese e che in quel periodo si erano spostati sul tragitto Italia-Cina-Italia, per festeggiare il capodanno cinese”. Una comunicazione che, a quanto si legge, sarebbe poi giunta solo cinque giorni dopo allo Stato Maggiore della Difesa “Nel mese di febbraio siamo poi dovuti ritornare in argomento e scrivere più volte: per esempio per mettere in evidenza le carenze di sicurezza per i carabinieri che operano nei porti e negli aeroporti, per segnalare che il gel disinfettante distribuito era, clamorosamente, scaduto, per segnalare la carenza di mascherine, guanti e quant’altro. Così come per suggerire l’utilizzo di tute operative al posto delle normali uniformi: tutte circostanze spiacevoli e su cui non avremmo mai voluto essere costretti ad intervenire”. Poche infatti le mascherine consegnate, alcune delle quali sono state persino riutilizzate, nonostante fossero monouso, proprio per la mancanza di dispositivi di protezione. A mancare sono anche le tute per coprire l’uniforme, veicolo di trasmissione del virus nelle caserme e nelle abitazioni. “Infine – conclude la nota del sindacato – ci viene segnalata la totale assenza di sanificazione dei locali della caserma ed ancor più grave quella dei mezzi su cui i militari fanno il servizio di pattuglia”.